ottobre 28, 2002
 Davide web e Golia Tv. Accade in Molise @ 20.37.19
di Marco Trotta

Pubblichiamo il testo dell"articolo che il settimanale nazionale "Carta" ha dedicato alla nota vicenda della querela presentata dalla direttrice di Telemolise, Manuela Petescia nei confronti di @ltroMolis€.

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UNDERNET

Davide web e Golia Tv.
Accade in Molise

Una storia di resistenza "informativa" nel Molise targato Forza Italia. Liquidato il direttore non allineato di Nuovo Oggi Molise, nasce il sito altromolise.it, che informa sul serio. E si prende una querela-intimidazione.

di Marco Trotta

Un anno fa nasceva il sito @ltroMolise (www.altromolise.it). Dietro, c"è l"impegno di un gruppo di collaboratori e di Antonio Sorbo, direttore dal "96 di Nuovo Oggi Molise, uno dei quattro quotidiani della regione che, fino al 2001, era il più venduto con circa 3.500 copie. Poi ci ha pensato Ciarrapico, noto imprenditore romano con simpatie poliste, può capitare che alla vigilia delle elezioni amministrative regionali, in un territorio dove sono forti gli interessi industriali che contano e dopo il fallimento di precedenti giunte di centro-sinistra, si senta il bisogno di trovare "voci più allineate".
Le pressioni costringono Sorbo a dimettersi, pubblicando un editoriale "clandestino", sull"edizione del primo Luglio 2001, nel quale comunica ai lettori la sua decisione con un titolo che parla da solo: "Sostiene Pereira". Nuovo Oggi Molise, ora esce in edicola con Il Giornale, contende in mercato all"edizione locale de Il Tempo (altro esempio di "indipendenza" giornalistica) e ha visto scomparire altre firme scomode, quelle di Federico Orlando, Giuseppe Tabasso e Antonio Ruggieri.
Sul sito, però, in un anno vengono raccolti numerosi articoli di denuncia ed informazione su temi praticamente ignorati da giornali e tv locali: l"incostituzionalità - durata un anno - della carica del governatore del Molise, Michele Iorio, con quella di deputato della destra, ma anche sulla sanità pubblica e privata, le mobilitazioni locali contro i piani regionali di costruzione di una centrale Turbogas, la situazione della Fiat di Termoli, vertenze sindacali all"università, ecc.
Ma a fine settembre arriva una querela da parte di Manuela Petescia, direttrice di Tele Molise, di proprietà di Lelio Pallante (ex presidente democristiano del consiglio regionale e oggi sindaco per Forza Italia di Frosolone). Il motivo? Essere stata "offesa, calunniata e diffamata sul piano personale" da un articolo sul sito dal titolo "Concomitanze & coincidenze", che riportava in una cronologia la notizia di un articolo di Petescia, su Nuovo Oggi Molise del 17 settembre scorso, piuttosto lusinghiero nei confronti del rettore dell"Università Giovanni Cannata (a cui seguirà un"intervista sulla stessa emittente) e della decisione dell"università del Molise, il giorno dopo "e senza gara d"appalto", di rinnovare il contratto di informazione dell"ateneo, attraverso il televideo di Telemolise, per 9000 euro più Iva. Arriva, quindi, la querela. Sarebbe bastato invocare il diritto di replica come per ogni attività editoriale (internet compresa). Ma, nonostante il silenzio di tv e giornali locali, il tam tam della rete triplica i contatti del sito, con centinaia di e mail di solidarietà. A questi, Manuela Petescia risponde ammonendo che la querela riguarda "passati" e "futuri" articoli, ipotizzando, quindi, un "concorso di colpa" alle "offese personali", anche per quelle e mail che @ltromolise renderà pubbliche sul suo sito oltre a tutta la documentazione della vicenda. Ma il direttore promette di "non farsi intimorire".
Noi lo speriamo, perché ci siano altri "Davide" dell"informazione indipendente che "dall"alto" del proprio migliaio di lettori, in cerca sul web di fatti che altri non vogliono o possono raccontare, facciano paura ai "Golia" che, nel paese dei conflitti d"interesse, possono vantare centinaia di migliaia di spettatori per le proprie televisioni.

(Da "CARTA - cantieri sociali" del 17/23 ottobre 2002, anno IV n. 39, pagina 13 rubrica "Undernet" di Marco Trotta)


ottobre 12, 2002
 Informazione e querele, @ltroMolis€ non si fa intimidire @ 8:19:03 PM
di Antonio Sorbo

Molte persone mi hanno chiesto di rispondere pubblicamente, di dire la mia sulla spiacevole vicenda che mi vede contrapposto a Manuela Petescia, direttrice di Telemolise. Una contrapposizione - sia ben chiaro - che ha assunto carattere personale soltanto per una precisa volontà della signora Petescia, che ha addirittura presentato una querela contro di me. Accolgo l"invito dei lettori di @ltroMolis€ anche se sulla sostanza delle cose ho ben poco da dire visto che hanno detto tutto le decine di persone che ci hanno scritto o telefonato per esprimere a me e ai miei collaboratori la loro solidarietà. Condivido in pieno le loro osservazioni, i loro timori, le loro denunce. Molte di queste mail le trovate pubblicate alla voce "solidarietà", dove rimarranno fino a quando questo giornale esisterà, come testimonianza. E approfitto di questa occasione per ringraziarli di cuore e per abbracciarli tutti con affetto e con un pizzico di commozione. A tutto quanto hanno scritto i nostri lettori posso solo aggiungere che, in venti anni di carriera giornalistica fatta di dura gavetta (gavetta vera, senza scorciatoie né politiche né familiari nè di altra natura) e di oggettivi e lusinghieri risultati professionali maturati in aziende diverse - perché un professionista vero deve avere la forza ed il coraggio di misurarsi con realtà sempre diverse, solo in questo modo può dimostrare sul serio le sue qualità -, risultati "certificati" da prestigiosi riconoscimenti nazionali, non mi sono mai fatto intimidire da nessuno. Ci hanno provato anche persone molto influenti e in tutti i modi: querele, minacce dirette, minacce "indirette". Ai nostri lettori voglio dire con chiarezza che nemmeno questa volta mi farò intimidire. Andrò avanti per la mia strada, facendo un"informazione libera e irriverente, che non guarda in faccia a nessuno, che non ha altri obiettivi se non quello di informare in modo corretto ed onesto, e che non ha altri interessi se non quelli che sono propri di una libera informazione. Questa strada io e i miei collaboratori dovremo continuare a percorrerla fino in fondo e con grande determinazione perché da oggi abbiamo sulle spalle anche la grande responsabilità di non deludere quanti ci hanno manifestato in questi giorni la loro solidarietà, quanti ci hanno sostenuto ed incoraggiato, quanti ci hanno fatto sentire il loro affetto. Dobbiamo andare avanti innanzitutto per loro e poi per noi stessi. Siamo consapevoli di non aver commesso alcun reato e siamo convinti che non ci sarà alcun processo. Ma se proprio un processo si dovrà fare, speriamo che ci venga assegnato un giudice paziente e curioso. Paziente, perché avremo un sacco di cose da raccontargli. Curioso, perché tra le cose che gli racconteremo ce ne saranno molte davvero "stimolanti" per un magistrato che meriteranno sicuramente approfondimenti. Un"altra cosa voglio dire con chiarezza: visto che siamo stati trascinati nostro malgrado sul terreno giudiziario, non subiremo questa situazione in modo passivo. Useremo tutte le armi di difesa e di offesa - ovviamente sul piano giuridico - che la legge ci mette a disposizione e che non possono certo essere limitate alla semplice difesa dall"accusa di diffamazione (non di calunnia: la calunnia, lo dovrebbe sapere bene chi fa il giornalista, è un altro reato che con questa storia non ha proprio niente a che vedere). Mi aspettavo che alle cose da noi scritte, precise, documentate, concrete, si rispondesse non con una querela ma con cose altrettanto precise, documentate, concrete. Così non è stato. Il 1 giugno del 1885 il grande scrittore Guy de Maupassant pubblicò una lettera indirizzata ai critici di "Bel Ami", uno dei suoi capolavori, un romanzo che fece scandalo perché raccontava la storia di un giornalista senza scrupoli che, per fare carriera, per fare soldi e per ottenere certi suoi scopi non proprio nobili era pronto a fare - e fece - di tutto (consigliamo ai nostri lettori di leggerlo: vi riconoscerebbero tanti pseudo-giornalisti nostrani). Ad un certo punto scriveva de Maupassant: "La stampa è una specie di immensa repubblica che si estende ovunque, ove si trova di tutto, ove si può far di tutto, ove è ugualmente facile essere un"onestissima persona o un briccone". Che ci volete fare, a me i "bricconi" - che siano politici, giornalisti, imprenditori o persone comuni, biondi, bruni o calvi, siano essi di destra, di sinistra, di centro, di sopra o di sotto - non sono mai piaciuti. Sarà un vizio o una brutta abitudine, ma i "bricconi" io li ho sempre combattuti. E - piaccia o non piaccia al querelante di turno - continuerò a farlo. Perciò, almeno su questo punto, certi personaggi possono mettersi l"anima in pace una volta per tutte.

(7 ottobre 2002)


ottobre 6, 2002
 Caso Petescia, la solidarietà dei Ds al direttore di @ltroMolise @ 6:05:32 AM
di Ds Mozione Berlinguer-Aprile

Caro Direttore,
con un ritardo sicuramente non scusabile, ma altrettanto sicuramente non voluto, giungiamo anche noi ad esprimerti la nostra solidarietà, che tu sai particolarmente affettuosa, per la querela sporta contro di te da Manuela Petescia.
Al di là ed oltre le frasi di circostanza ed il sentimento di rabbia ed insieme di amarezza, quello che colpisce è che ci troviamo di fronte ad un altro tentativo, questa volta anche maldestro e, crediamo, oltremodo controproducente per chi l’ha messo in piedi, di imbavagliare chi liberamente e con fatica (proprio perché cerca di farlo liberamente) in questa nostra piccola Regione fa Informazione.
Non è un errore di battitura: intendiamo informazione con la “I” maiuscola.
Si impone allora, oggi più che mai, una riflessione seria sul sistema dell’informazione in Molise: la nostra Regione non ha una legge sull’editoria e la stampa; le posizioni dominanti di imprenditori della carta stampata e delle televisioni, tutti, peraltro, legati al centro–destra che governa troncano sul nascere il principio fondamentale del pluralismo, sancito dalla Costituzione e dall’Unione Europea, impedendo, di fatto che il cittadino possa sapere cosa accade davvero nelle “sue” Istituzioni.
In Consiglio Regionale giacciono ben quattro proposte di legge sull’editoria, alcune confezionate ad hoc per favorire emittenti televisive e giornali “amici”.
Ciò non lascia ben sperare per il futuro.
In un panorama del genere, senza regole, governato da chi ha più soldi, rischiano, oltretutto, di essere vanificate e di non reggere sul mercato anche le iniziative editoriali che operatori non legati ai gruppi di potere stanno programmando.
E’ necessario, dunque, uno scatto di dignità.
Un appello, il nostro, a tutte le forze di centro–sinistra perché, partendo dai punti fermi del pluralismo e della parità di accesso agli organi di informazione, della professionalizzazione degli operatori del settore, portino avanti, ora, con urgenza, proposte concrete per dare anche al Molise un sistema dell’informazione serio, plurale.
In una parola: DEMOCRATICO.

Democratici di Sinistra
Coordinamento Regionale Mozione Berlinguer
Coordinamento Regionale Associazione Aprile

(4 ottobre 2002)


ottobre 2, 2002
 La solidarietà di Giancarmine Mancini @ 23.03.30
di Giancarmine Mancini

Esprimo la mia solidarietà al direttore Antonio Sorbo.

(Avv. Giancarmine Mancini, consigliere provinciale e consigliere comunale di Isernia di An)

(30 settembre 2002)


 Un contributo di serietà contro il servilismo @ 22.48.45
di Paolo Borrelli

Caro Antonio,
voglio esprimere solidarietà alla tua incontestabile professionalità, cosa rara e preziosa nel mondo dell"informazione regionale.
Il tuo contributo di serietà, in questi anni, è stato d"esempio e di stimolo a quei pochi che oggi lavorano contro corrente rispetto alla piattezza ed al servilismo della maggior parte dell"informazione molisana.

(Paolo Borrelli, artista e operatore culturale - Campobasso)

(30 settembre 2002)


 Solidarietà da Boulè al direttore Sorbo @ 22.47.06
di redazione di Boulè

Caro Antonio, la redazione di BOULE’- Quaderni di studi dell’Osservatorio Elettorale del Molise – ti esprime la sua solidarietà, essendo consci di quanto il Molise necessiti di democrazia quella vera con pluralismo d’opinioni e dialogo. Troppe volte le nostre attività ed iniziative sono state censurate da alcuni organi di informazione (sempre gli stessi) tra cui Telemolise.

La redazione di BOULE’

(30 settembre 2002)


ottobre 1, 2002
 CONCOMITANZE & COINCIDENZE @ 2.53.49
di Barbablù

Ecco l"articolo dello scandalo. Dopo questo articolo, pubblicato il 18 settembre da @ltroMolise, la dottoressa Manuela Petescia, direttrice di Telemolise, ha annunciato la sua decisione di querelare il direttore del nostro giornale, Antonio Sorbo. Lo riproponiamo integralmente affinché i lettori possano farsi un"idea di quello che sta accadendo. Abbiamo riproposto il titolo originale, "Concomitanze & coincidenze".

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17 settembre - Il quotidiano Nuovo Molise pubblica - facendolo partire addirittura dalla prima pagina - un lungo articolo "monografico" dedicato al rettore dell"Università del Molise firmato dal direttore di Telemolise, Manuela Petescia, nel quale si tessono lodi sperticate del professor Giovanni Cannata.

18 settembre - Telemolise manda in onda una lunga e compiaciuta intervista al Magnifico Rettore dell"Università del Molise che parla delle magnifiche sorti e progressive dell"Ateneo molisano.

18 settembre - Il Consiglio di Amministrazione dell"Università del Molise, presieduto dal rettore Cannata, delibera di stanziare 9.000 (novemila) euro + Iva (oltre 20 milioni di vecchie lire) a favore di Telemolise per la pagina televideo.


 IL RETROSCENA - Ecco cosa è accaduto nel CdA dell'Università del Molise @ 2.52.47
di Enrico Patete

Il Consiglio di Amministrazione dell’Università del Molise ha approvato, nella seduta del 18 settembre scorso, il contratto con Telemolise per il servizio di Televideo. L’Ateneo corrisponderà a Telemolise 8.263 euro iva esclusa per un anno. Il Rettore Cannata intende garantire all’utenza universitaria l’informazione in tempo reale sulle iniziative e sui servizi offerti. Il rinnovo del contratto, per un importo pari a quello approvato, è stato proposto da Telemolise con un fax che è pervenuto all’Università alle ore 12:53 del 17 settembre. E’ prassi consolidata presso l’Ateneo istruire le carte per il Consiglio di Amministrazione fino a tre giorni prima dell’inizio dei lavori, ma in questo caso è stata fatta un’eccezione. Il massimo organo decisionale dell’Università non ha inoltre ritenuto di dovere procedere all’espletamento di una gara per l’affidamento del servizio di Televideo, come di solito avviene quando si spende denaro pubblico. La gara avrebbe procurato un probabile risparmio all’ente, in quanto più televisioni in concorrenza tra loro, tendono ad abbassare i prezzi per aggiudicarsi la fornitura. La motivazione addotta è che Telemolise “è l’unica televisione regionale a disporre di suddetto servizio”. In regione però trasmettono anche altre emittenti, per esempio RAI 3 e Telenorba (ma anche Teletrigno), che oltre a disporre dello spazio Televideo raggiungono una fascia di utenza localizzata anche nelle regioni limitrofe. Per di più molti studenti provengono proprio dalla Puglia e dalla Campania. L’Università ha perso dunque la possibilità di offrire un servizio di raggio più lungo e di costo più contenuto.

(Campobasso, 21 settembre 2002)


settembre 29, 2002
 Giornalisti e querele, questione anche di cultura @ 7:27:40 PM
di Leopoldo Feole

Caro Antonio, nel coro delle voci di solidarietà che stai ascoltando la mia potrebbe anche essere di circostanza. Ma vorrei comunque testimoniarti la mia simpatia ricordandoti che la querela per il giornalista sono come la ferita per il soldato. Spero che tu possa vederla subito cicatrizzata. E" intanto già una medaglia al valore. Anch"io ho provato queste esperienze. Non molti anni fa entrai in una procura per aver reso noto alcuni atti della Commissione parlamentare d"inchiesta sulla mafia relativi a un personaggio che ha intrecciato affari privati con pubblici poteri tra l"indifferenza della politica e la compiacenza di quanti ne hanno tratto vantaggi. Ne sono uscito indenne per decisione del Gip su richiesta d"archiviazione del Pm. A volte le querele, per i giornalisti che le ricevono, possono avere questo messaggio: stai zitto! Chi le firma può stare dentro un sistema di potere, di parentele, di convenienze che non bisogna sfiorare per non disturbare le relazioni tra utilità personali e res publica. Formalmente viviamo in un Paese libero. Ma sulle macerie del fascismo è stata costruita una democrazia con libertà spesso formali o virtuali, perché ancora conserva molto di quel regime di prepotenze e di prevaricazioni. Non voglio ricordarti Aristotele quando affermava: gli uomini nascono naturalmente liberi o naturalmente schiavi. Ma dirti che soprattutto per i giornalisti si deve fare questa necessaria distinzione perché, per il ruolo sociale che svolgono, dovrebbero sempre essere al disopra d"gni sospetto e, dunque, non avere alcuna relazione con il potere di cui sono controparte sociale. Ma nel Molise come altrove alcuni spesso si reputano giornalisti pensando anche d"agire da politici e rubo la farina dal sacco di Orwell per dire che in tal modo vogliono essere più liberi degli altri sommando i due ruoli. Con questa pretesa stanno nel sistema per esercitare poteri riflessi, per avere vantaggi d"immagine: per vivere uno status di aurea mediocritas, non si rendono conto che sono vassalli, valvassini o valvassori alla corte dei moderni princeps. Comunque una querela mossa da un giornalista a un altro giornalista fa molto pensare e accolgo l"invito di altri a riflettere sulla nostra condizione in una piccola provincia dove purtroppo l"elemento caratterizzante è l"intreccio di mini-subculture che consentono ad alcuni di alzare la voce senza essere tenore o soprano, ad altri di porsi su occasionali piedistalli per essere monumenti viventi senza aver le scale per salirvi. Il giornalismo italiano ha un glorioso passato e un difficile presente con cui confrontarsi. Quello molisano ha uno sforzo in più da fare: valutare la propria identità e verificare l"humus culturale della propria dimensione anche umana. A questo punto consentimi un salto restando sullo stesso terreno. L"amico Tabasso ha mosso censure alla Cgil molisana per il contro-documento al Dpef. Ha lamentato le distrazioni del sindacato e della giunta Iorio su quel problema cultura che per me è anche la base invisibile della querela. Per il Molise il problema cultura è una questione d"origini remote, è il nodo gordiano non sciolto dalla politica, dal sindacato ed anche da quel giornalismo che ama essere salottiero e servile invece d"essere autentico servizio in una regione senza una solida identità per motivi storici e per dimensione demografica. E" grave che politica e sindacato marginalizzino la cultura. Ma hanno bisogno del suo ruolo residuale per esercitare meglio il loro potere su masse amorfe che passivamente manifestano adesione. La sinistra, in particolare, ha gravi responsabilità. Un tempo era il tempio della cultura e ne menava vanto. Poi la cultura si è allontanata perchè ha rifiutato la inerte omologazione e Pasolini fu il primo grande fuggiasco. Di conseguenza si sono svuotate le piazze che una nuova generazione della cultura sta affollando con i girotondi tra l"apparente ilarità di chi è andato al potere grazie a una sinistra senza idee e valori che ha favorito vecchie e nuove destre senza sedimentazioni di cultura. Ogni giorno un Ulisse dantesco ci dovrebbe gridare forte nelle orecchie che siamo nati "per seguir virtute e conoscenza"! Ti abbraccio.

(Leopoldo Feole, giornalista - Campobasso)

(24 settembre 2002)


 Si tenta di soffocare una voce ritenuta scomoda @ 7:14:04 PM
di Federazione dei Verdi del Molise

Avendo appreso della querela presentata da Manuela Petescia, direttore di Telemolise, I Verdi del Molise esprimono piena solidarietà al direttore di altromolise, Antonio Sorbo.
Questo episodio dimostra come ormai in Molise , come anche in Italia, la libertà di informazione sia seriamente messa a repentaglio.
Noi riteniamo che il pluralismo dell"informazione sia il sale di una democrazia moderna. Non a caso a difesa della libertà di stampa esiste un articolo, l"Art. 21, della nostra Costituzione, fondata sui valori della Resistenza e dell"antifascismo.
Altromolise offre da più di un anno ai propri lettori un"informazione libera, coretta ed indipendente dal potere politico e dai grandi interessi economici le cui esigenze spesso inquinano la stampa e l"editoria locali.
Il tentativo di soffocare una voce ritenuta "scomoda" mortifica il diritto dei cittadini di essere informati senza censure.

(Federazione dei Verdi del Molise)

(24 settembre 2002)


 Solidarietà a chi dà spazio a tutte le voci fuori dal coro @ 7:12:47 PM
di Coordinamento Democrazia e Rinnovamento

Solidarietà di Democrazia e Rinnovamento al direttore Antonio Sorbo.
Un ringraziamento all"Altromolise per il servizio che quotidianamente fornisce a tutte le voci fuori dal coro.

Il Coordinamento di Democrazia e Rinnovamento - Larino.

(22 settembre 2002)


 Totale solidarietà dalla Sinistra Giovanile del Molise @ 7:11:41 PM
di Danilo Leva

Caro direttore, la Sinistra Giovanile del Molise le esprime la più totale solidarietà per l"attacco subito dal direttore di Telemolise. A questo punto riteniamo fondamentale affrontare il tema dell"informazione in Molise con serietà e serenità. Questi sono fattacci che in un paese libero e democratico non dovrebbero accadere. Un giornalista dovrebbe difendersi confutando le accuse altrui e non attraverso le querele e i tribunali.

(Danilo Leva - Sinistra Giovanile del Molise)

(22 settembre 2002)


 Caro direttore, tieni duro @ 7:10:22 PM
di Piero Auricchio

A nome mio personale e della UIL FPL, ti esprimo solidarietà per l"incomprensibile tentativo di limitare la facoltà di opinione di un giornalista e di una testata giornalistica.
Incomprensibile, in quanto a querelare è un altro giornalista, al quale dovrebbe stare a cuore, probabilmente più che ad altri, la libertà di stampa.

Tieni duro (non ho dubbi!)

Piero Auricchio
Segretario generale UIL FPL MOLISE

(20 settembre 2002)


 La libertà di informazione nel Molise è in pericolo @ 7:09:21 PM
di Segreteria Regionale del PdCI

Il Partito dei Comunisti Italiani esprime piena solidarietà al Direttore di AltroMolise Antonio Sorbo, in seguito alla querela del Direttore di Telemolise Manuela Petescia.
La libertà di stampa in questa regione è gravemente ferita ed inquinata da interessi politici, partitici e personali che di fatto ne condizionano l"agibilità.
L"informazione di Altromolise riesce a centrare quotidianamente le notizie, gli avvenimenti, la cronaca, l"inchiesta. Il tentativo di zittire l"unica fonte di notizie "pulite" appare oltremodo patetico.
La scomparsa di tutti quelli elementi di criticità nei confronti della maggioranza governativa presente da tempo sui maggiori organi di stampa e l"annullamento e l"oblio di tutte quelle iniziative che, pure esistono sul territorio, contrarie alle politiche del centro destra ne sono l"evidente prova. La situazione riguardante la libertà di stampa, il pluralismo e la trasparenza appare sempre più insostenibile. Il conflitto d"interessi al centro della politica e dell"informazione molisana sarà portato al vaglio della Segreteria Nazionale del PdCI, interessando gli
organi di controllo preposti.

La Segreteria Regionale del PdCI

(20 settembre 2002)


 Solidarietà ad @ltroMolise dal Prc @ 7:08:12 PM
di Gruppo consiliare del Prc

Nell’apprendere la decisione del direttore di Telemolise di voler querelare Antonio Sorbo, direttore de l’@ltroMolise.it, sembra a causa di una serie di articoli in cui la Sig.ra Petescia ha ravvisato un attacco diffamatorio alla sua persona ed a quella dell’emittente, la Segreteria del Prc del Molise esprime la propria solidarietà a tutti coloro che cercano di informare i molisani nel modo più corretto possibile. Si ritiene che il direttore de l’@ltroMolise.it, nel suo lavoro quotidiano, cerchi di mantenere un atteggiamento in sintonia con le regole del pluralismo e della democrazia. È evidente invece che per molti anni l’informazione nel Molise è stata sicuramente e quasi totalmente di parte e al servizio di pochi potentati politici ed economici. L’allontanamento dai fogli e dai video di tanti giovani aspiranti giornalisti, che credevano nell’alto ideale della professione e, di contro, la costruzione di una ristretta cerchia di professionisti della ambigua e schierata informazione, non fanno ben sperare circa le sorti di un servizio in linea con la trasparenza e l’obiettività. Una regione e delle persone che meritano di essere informati nel modo più corretto possibile. La denuncia della Sig.ra Petescia, in questo contesto, ci appare come l’affermazione di uno status che ribadisce l’autorità dei pochi eletti, che vuole mantenere i contatti stretti con coloro che detengono le leve del potere e che continua a considerare il mondo della comunicazione come un affare sempre e comunque privato.

Gruppo consiliare Rifondazione Comunista

(19 settembre 2002)


 Il caso Petescia-Sorbo finisce sul sito del Barbiere della Sera @ 7:06:27 PM
di a cura della redazione

E alla fine il caso Petescia-Sorbo arriva alla ribalta delle cronache nazionali. Oggi il sito de "Il barbiere della sera" (www.ilbarbieredellasera.com), nella sezione "Una spia in redazione", pubblica un articolo sulla vicenda che in questi giorni sta tenendo banco nel mondo dell"informazione regionale. Un resoconto abbastanza equilibrato che porta l"episodio all"attenzione di decine di migliaia di lettori-navigatori: infatti il sito del "Barbiere" è uno dei più visitati e rappresenta un punto di riferimento per giornalisti, editori, uomini politici e anche semplici lettori.http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=4247

(25 settembre 2002)


 Giornalisti e querele, ne parla anche l'Unità @ 7:05:19 PM
di a cura della redazione

Sta diventando davvero un tormentone. Dopo "Il Barbiere della Sera", anche il quotidiano "l"Unità", nella sua edizione on line (www.unita.it), si occupa della vicenda scaturita dalla querela presentata dalla direttrice di Telemolise al direttore del nostro giornale. Il pezzo è consultabile alla voce "Unicittà" nella sezione riservata al Molise e in particolare a Campobasso.http://www.unita.it/unicitta/unicitta.asp?group_id=2&cat_id=34&cat_des=Unicitt%E0+%2D+Molise&f_id=87&t_id=29429

(26 settembre 2002)


 Giravolte giuridico-censorie @ 5:50:04 PM
di Ludovico Arrosto

Gentilissimo Direttore, ritengo che Ella abbia consultato un ottimo legale al quale, se mi consente, vorrei chiedere: "Se si scoprisse che quel certo contratto per il televideo non é stato concesso in modo "deontologicamente corretto", noi lettori, data la ampia solidarietà che la Signora Giornalista ha espresso al Rettore, potremmo querelarla per concorso di colpa? Quando un giornalista, di esperienza ventennale, come Ella cortesemente ci insegna, nel seguire la legittima ed accettabilissima linea editoriale del proprio giornale si "distrae" su certe macroscopiche spartizioni di poteri e poltrone che avvengono nell"area universitaria é colpevole di complicità? Io credo di no, se tutto rientra nell"ambito degli equilibri culturali ed etici della buona fede e della buona volontà del bravo giornalista. Ma se ci si lancia in spericolate giravolte giuridico-censorie, noi ci adeguiamo. O no?

(Ludovico Arrosto)


 Caro direttore, grazie ancora @ 12:09:36 AM
di Biancarosa De Carlo

Caro direttore, ho scoperto il tuo Giornale solo da poco. Una nuova sfida che restituisce colore al "guerrigliero" che sei. Leggere i tuoi articoli scatena in me una nuova voglia di tornare a scrivere. Quella meravigliosa e travolgente passione che qualche anno fa tu mi facesti scoprire, quasi per caso, e che ancora oggi mi trasmette emozioni. Ho imparato molto. Ho avuto un severo ma grande maestro. Ricordo ancora la prima volta che lessi il mio nome sul giornale, non potevo crederci, era un pessimo articolo ma ebbi coraio. Poi la Redazione, gli screzi, le tante risate, la gioia nel dare buchi alla concorrenza, la stanchezza, la paura in Tribunale a Cassino,....... a proposito, vedo che tu non sei "migliorato" continui a cacciarti tra quei banchi degli imputati.....!!! .. insomma ricordi fantastici ma soprattutto un"esperienza che ancora oggi mi torna utile. Una serie di bellissimi ricordi che la crudeltà della vita mi aveva fatto perdere di vista e che oggi, grazie a questa lettera, sto "rivivendo"! Caro direttore....grazie ancora!!!!

20 settembre 2002

(Biancarosa De Carlo)


 Un articolo che fa venire i brividi @ 12:07:58 AM
di Federico Pommier

Caro Antonio,

tutta la mia solidarietà. Quell"articolo della querelante sul rettore fa veramente venire i brividi...

20 settembre 2002

(Federico Pommier)


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