novembre 9, 2002
 CHI SALE - D'Uva, esperto in cose mai viste @ 18.26.17
di Barbablù

CHI SALE

Antonio D"Uva, presidente del Consiglio comunale di Campobasso, non finisce mai di stupire. Nelle ultime settimane lo abbiamo visto in televisione - sempre la stessa - nella veste, nell"ordine cronologico, di: esperto di centrali turbogas, esperto di terremoti, super-esperto di terremoti. Deve ancora essere intervistato nell"ordine: come esperto del buco dell"ozono, come esperto di cosmologia applicata al metabolismo degli organismi esposti alle intemperie durante il periodo invernale ma con predisposizione al pessimismo o all"ottimismo in un"ottica di analisi interiore dei valori umani intesi come elementi che caratterizzano la cultura dell"Occidente dai tempi di Socrate alle evoluzioni del pensiero berlusconiano interpretato però da Ulisse Di Giacomo. Ma la materia di cui D"Uva potrebbe diventare uno dei più grandi esperti è come un ex democristiano della corrente basista, diventato popolare della corrente cislina, possa pensare di passare con Forza Italia.

CHI SCENDE

Nicola Cavaliere: l"assessore provinciale della Margherita non ha resistito, come tanti altri politici, alla tentazione di farsi intervistare per dire la sua sul terremoto di San Giuliano e sulla strage di bambini, pur non avendo competenze amministrative specifiche, almeno in questa fase. Da una persona seria come lui, che soprattutto fa riferimento ai valori cattolici, non ce lo saremmo aspettato.


ottobre 11, 2002
 Omicidi, colpi di scena fasulli e veri scoop @ 1.28.53
di Pinocchio

CHI SALE

L"informazione Rai regionale. Mentre inviati molto speciali di qualche emittente privata, per il trentesimo giorno consecutivo annunciavano il trentesimo colpo di scena nel caso dell"omicidio di Franca Martino, il Tg regionale della Rai, grazie ad una delle sue migliori giornaliste, intervistava il figlio della vittima che raccontava la sua verità fornendo informazioni importantissime. Mentre altri si arrampicavano sugli specchi, proponendo ai telespettatori molto fumo e nessun arrosto, la Rai faceva parlare chi era a conoscenza di fatti e circostanze. Un bel colpo. Bravi!

CHI SCENDE

Colpi di scena a ripetizione. L"inviato molto speciale di una emittente privata da un mese sta bombardando i telespettatori con i suoi servizi sul delitto Martino, così insistiti e ripetuti da indurre molti a cambiare canale. Ogni giorno parte in quarta, annunciando chissà quali novità. E invece tutto si riduce a "ricicciare" le stesse notizie o a propinare giorno dopo giorno notizie di scarso rilievo investigativo sul caso. Piccoli particolari senza significato. Non è che il nostro non ci abbia provato. Prima ha fatto uno storico "scoop", mostrando una probabile via di fuga dell"assassino dal retro del negozio. Agile e scattante, ci ha fatto vedere come l"assassino si sarebbe potuto allontanare dalla porta che dà nel retro scavalcando un paio di muretti. Pronta la replica degli inquirenti: quella porta è sigillata dall"interno e non poteva essere usata per alcuna fuga. Allora il nostro ci ha riprovato piazzandosi davanti al carcere nel giorno dell"interrogatorio. Prima ha provato a far parlare il pm Venditti, che lo ha scansato con grazia. Poi ha piazzato il microfono sotto il muso dell"avvocato difensore che, con l"aria di chi la sa lunga, non ha detto assolutamente nulla. E al nostro inviato molto speciale che insisteva, ha detto: "Non adesso, la prossima volta". Quale prossima volta? Quella - aggiungiamo noi - del prossimo immancabile e inesistente colpo di scena...


luglio 24, 2002
 La grinta di Gabry quanto durerà? @ 19.21.52
di Passpartù

CHI SALE

GABRIELE MELOGLI, sindaco di Isernia, sembrava avere il destino segnato: era stato candidato sì in quota Udc ma per molti il fatto che fosse stato indicato, indirettamente, dai vertici di Forza Italia, faceva sorgere dubbi sulla sua reale indipendenza dai "forzisti" di Michele Iorio e Ulisse Di Giacomo. E invece, una volta insediatosi, Melogli ha tirato fuori una grinta inaspettata. Innanzitutto ha detto "no" all"allargamento della giunta a dieci assessori. Niente poltrone in più per nessuno. In secondo luogo ha dimostrato, almeno fino ad ora, di "resistere" alle pressioni che vengono da ben individuati "ambienti esterni". Qualcuno forse riteneva di poter "dirigere" dall"esterno le scelte del sindaco, utilizzando come mezzo di pressione alcuni organi di informazione. Infatti, non è sfuggito a nessuno che qualche televisione, durante la campagna elettorale e subito dopo la vittoria, non aveva lesinato complimenti a Melogli facendoci sapere addirittura "che piaceva molto alle donne". Adesso quella stessa televisione non risparmia bastonate al povero sindaco che non ha nemmeno la possibilità di rispondere. Come dice (più o meno) un vecchio proverbio: dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io. L"unico dubbio: quanto resisterà Melogli?

CHI SCENDE

GIOVANNI DI STASI non è più il personaggio brillante (soprattutto a chiacchiere) che si candidava ad essere il presidente della Regione Molise, leader invitto e invincibile del centrosinistra. Ormai nell"Ulivo molisano - e se ne sono accorti in molti - conta come il due di bastoni quando la briscola è a coppe. Nel "suo" paese, Casacalenda, il centrosinistra - e in particolare il suo partito, i Ds - raccolgono solo briciole in ogni competizione elettorale. Di Stasi, nonostante i risultati scadenti degli ultimi tempi, è riuscito comunque a ritagliarsi uno spazio "europeo", presiedendo un organismo certamente importante e prestigioso all"interno del Consiglio d"Europa. Sembra che tutto sia finalizzato ad una sua candidatura alle prossime elezioni europee. E allora, se questa è la prospettiva, che bisogno c"è di fare la "stampella" di Michele Iorio? "Stampella" nel senso che, in un momento di grave difficoltà politica, il presidente della Regione, negli ultimi giorni, ha potuto contare su apprezzamenti e giudizi positivi inaspettati (e del tutto ingiustificati, a nostro avviso) da parte di quello che dovrebbe essere il leader del centrosinistra. Di Stasi, che aveva attaccato Iorio su questo argomento, ha fatto dietro-front sulla vicenda dei direttori generali firmando quella che i giornali hanno definito la "pace" con il suo ex rivale. Adesso addirittura ha dichiarato il suo apprezzamento per l"atteggiamento del presidente della Regione sulla questione dei fondi comunitari dopo aver gridato allo scandalo e denunciato le mancanze e i ritardi di Iorio. Che stia tornando il vecchio e mai abbandonato vizio dell"inciucio? Vuoi vedere che Forza Italia alle prossime europee presenterà un candidato "debole"? Il nostro giudizio critico? Patetico!


luglio 4, 2002
 D'Alete lo scontento: una giunta senza... Sale @ 3.30.57
di Pinocchio

CHI SALE

REMO DI GIANDOMENICO, sindaco di Termoli, è stato l"unico, tra i "magnifici tre" (gli altri due sono Massa e Melogli) usciti vincitori dalle ultime elezioni amministrative, a varare la sua giunta senza eccessivi problemi. Anzi, è stato addirittura il primo in assoluto riuscendo anche a "convincere" il suo predecessore, Alberto Montano, ad entrare in giunta eliminando una potenziale "mina vagante" per la sua amministrazione. Massa ha invece "scontentato" il Psu e anche l"Udeur, incassando il "no" di Di Bartolomeo all"elezione alla presidenza del Consiglio provinciale. Per Melogli è andata addirittura peggio: uno dei principali partiti dell"alleanza che lo ha sostenuto nella battaglia elettorale per la conquista del comune di Isernia, cioè An, si è rifiutato di entrare in giunta costringendo il sindaco a varare una giunta a cinque. In un mondo di ciechi anche un orbo come Di Giandomenico può definirsi un... beato.

CHI SCENDE

ANTONIO D"ALETE ha affermato pubblicamente di non aver condiviso le modalità con le quali sono stati scelti gli assessori della nuova giunta provinciale di Augusto Massa. La critica del consigliere regionale diessino nasce dal fatto che lui non è riuscito a "piazzare" a Palazzo Magno quello che viene considerato il "suo uomo", cioè il neo-consigliere provinciale della Quercia, Pasquale Sale. L"esclusione di Sale dimostra come l"influenza di D"Alete all"interno della Quercia vada man mano scemando e come le elezioni regionali dell"anno scorso abbiano rappresentato il momento di massimo fulgore dell"ex segretario regionale dei Ds, un momento che difficilmente si potrà ripetere.


giugno 15, 2002
 L'asse vince, il terzetto perde @ 2:13:54 AM
di Pinocchia

CHI SALE - Vince Massa, vince Ruta. Il sindaco di Campobasso fa il pieno dei voti nella sua città, tiene bene a Termoli e conquista Palazzo Magno. E soprattutto a sei mesi dalle ultime regionali consente al centro-sinistra una parziale rivincita sul Polo. Come se non bastasse, la legge gli consente di restare in carica anche come Sindaco (ma rinunci allo stipendio, l"elettorato apprezzerà). La sfida non era facile, ma Augusto Massa ha saputo essere il collante che serviva al centro-sinistra.
Vince Ruta. E" stato lui il regista dell"operazione Massa, è stato quello che più ha spinto sulla candidatura del sindaco del capoluogo e ha vinto la sua tripla partita (quadrupla). 1) Massa vince, bravo Ruta, che si è battuto come un leone per farlo candidare! 2) Massa vince, bravo Ruta, adesso davvero il comune di Campobasso potrà avere un candidato-sindaco della Margherita! 3) La Margherita diventa il primo partito del centro-sinistra a Campobasso e cresce ovunque : bravo Ruta, che ha piazzato i candidati giusti! 4) Se si torna a votare per le regionali, provate a indovinare chi è il candidato naturale del centro-sinistra alla Presidenza della Giunta Regionale? Bravo Roberto (e qui usiamo il nome perché secondo noi questa cosa se la dice da solo) che...
Due consigli, uno a testa : Massa cominci a prendere in seria considerazione l"idea di lasciare la segreteria regionale dei Ds. E Ruta provi a proporre già da ora un vice-sindaco per la Margherita (può farlo, c"è stato il sorpasso sui Ds a Campobasso), anche perché i cittadini vanno abituati a poco a poco al nuovo che verrà...


CHI SCENDE - Di Giacomo - Iorio - Ventresca. E" la terna dei perdenti delle scorse provinciali. Ha perso Antonio Ventresca che, al secondo turno, si è fatto dare da Augusto Massa turno oltre tredicimila voti di scarto. E perdono, insieme a lui, solidali e bastonati, i suoi due "angeli custodi", gli uomini che dall"inizio di quest"avventura avevano creduto in lui, diventandone i principali sponsor. Deludente più che altrove il risultato di Ventresca su Termoli, considerato un comune vicino al centro-destra che questa volta però ha pugnalato alle spalle la Casa della Libertà. E la ferita, dolorosa, è diventata insopportabile perchè solo 15 giorni prima Di Giandomenico era stato eletto sindaco. Adesso che il dado è tratto, sembra inutile la caccia alle streghe e ai maghi messa in atto da alcuni esponenti del Polo, in primis Di Giacomo, per scoprire chi è che a Termoli non ha filato dritto. In politica, come nel calcio, recriminare serve a poco. Serve solo a dire "se fosse andata come previsto, adesso". Ma in questo caso non serve neanche a questo, perché neppure se Termoli intera avesse votato Ventresca, Ventresca sarebbe stato eletto.
Perde, e incassa il colpo, Michele Iorio. Perde perché Ventresca era il "suo" candidato, perde in Provincia di Campobasso dove era importante conquistare Palazzo Magno, perde avendo scontentato due volte An (perché gli ha imposto un candidato di Forza Italia e perché quel candidato ha perso), perde la battaglia interna al centro-destra, perché Di Giandomenico e Melogli, entrambi dell"Udc, hanno fatto centro e Ventresca, di Forza Italia, è stato sconfitto.
Al di là delle celebrazioni dell"impresa di Melogli (che in realtà non ha dovuto faticare più di tanto) e delle consolazioni per Ventresca, al quale Iorio ha già promesso, dalle pagine di un quotidiano locale, nuovi spazi, oggi Iorio è un Presidente quasi al tappeto. Tanto che il rimpasto della giunta è dietro l"angolo. Sotto a chi tocca...


April 9, 2002
 Iorio, carta vince e carta perde... @ 10:48:20 PM
di Pinocchi

CHI SALE

Dicono che stanno aumentando le quotazioni di Antonio Ventresca, presidente-commissario dell"Ersam, dato ormai in pole position come candidato del Polo delle Libertà alla Provincia di Campobasso. Ormai il servizio-spot in onda su Telemolise, che lo indica come candidato ideale, viene riproposto periodicamente uguale a se stesso all"interno del Tg nella rubrica "Toto-candidati". Una ripetizione che va al di là di ogni regola di buon giornalismo televisivo (lo sanno tutti che un servizio giornalistico, andato in onda una volta, non va ripetuto; figurarsi poi a distanza di settimane...). Ma, se Telemolise - sempre molto sensibile ai movimenti interni al Polo - lo ripropone senza cambiare una virgola, una ragione deve pur esserci...
Uomo di Michele Iorio, Antonio Ventresca, candidato trombato alle regionali del 2000 nella lista di Forza Italia, potrebbe diventare una pedina importante nella partita, apertissima, tutta interna al centro-destra, fra Forza Italia e i centristi capitanati dalla triade D"Ambrosio-Di Giandomenico-Patriciello.
E" chiaro che se Forza Italia riesce a piazzare il suo candidato alla Provincia di Campobasso, dovrà lasciare campo libero a Isernia e Termoli dove si vota per eleggere i nuovi sindaci. Iorio si gioca molto il 26 maggio: se (e questa è la migliore delle ipotesi) infatti riesce a piazzare Ventresca, dovrà tenere buono ancora una volta Rosario De Matteis, che finora ha accarezzato il sogno della scalata a Palazzo Magno, e si vedrà probabilmente costretto ad allargare la giunta, anche perché, ora che sta prendendo corpo lo spettro dell"annullamento delle elezioni, De Matteis proprio non ci sta a tornare a chiedere il voto ai suoi elettori a mani vuote.
La compattezza del Polo su Ventresca però puzza di bruciato: più di qualcuno nella Casa delle Libertà, dicono i soliti bene informati, gli farebbe volentieri lo sgambetto per tentare l"agguato a Michele Iorio.
Sarà forse per questo che il centro-sinistra spera in Ventresca candidato, sostenendo che è un avversario "che si può battere"?

CHI SCENDE

Nessuno ha il coraggio di dirlo, né a destra né a sinistra. Nessuno (figuriamoci!) ha il coraggio di scriverlo e allora ci proviamo noi. E" Michele Iorio l"uomo che, più di tutti, ultimamente sta perdendo colpi. La sua maggioranza scricchiola e sembra tutt"altro che infrangibile (come direbbe il Cavaliere).
I centristi del Polo gli hanno dato più di qualche dispiacere, il quadro delle candidature alle prossime elezioni è fosco, ci sono troppi appetiti da accontentare e troppe poche poltrone a disposizione (enti compresi) e ultimamente ci si sono messi anche quei cattivoni del centrosinistra che a furia di gridare che deve smetterla di violare la Costituzione (art.122), rimanendo contemporaneamente deputato e Presidente della Giunta Regionale al modico prezzo di 40 milioni al mese, lo hanno spedito dritto dritto nel breviario (che corrisponde al nostro Ipse dixit) de "La Repubblica" di giovedì scorso dove è citata la sua dichiarazione "non c"è alcuna violazione della Costituzione, giacchè la Costituzione esprime dei principi e le leggi poi dettano le procedure. Credo che i molisani siano soddisfatti del fatto che in questo momento sono rappresentati anche in Parlamento attraverso il loro presidente".
E come se non bastasse nei corridoi della Casa delle Libertà corre voce che, qualora si tornasse a votare per la Regione, c"è già un nome da spendere per mandare Iorio a casa (anzi, a fare solo il deputato, poverino!). Chi è? E" un moderato, che ha dimostrato sul campo di saper gestire la cosa pubblica e di godere di un ampio consenso personale. E" uno dei pochi che se ne sta buono buono, sornione come un gatto, abituato a pazientare per raggiungere la poltrona giusta. Solo che questa volta ha deciso che aspettando aspettando val la pena di girare il mondo. Indovinate voi.


February 6, 2002
 Ds, morti e feriti in... Massa @ 12:43:30 AM
di Passpartù

CHI SALE

AUGUSTO MASSA - Il Congresso Regionale dei DS lo ha incoronato segretario. La sorte dei DS da oggi è nelle mani di Massa. Chi gli vuol bene spera davvero che il compagno Massa salvi il partito e lo rilanci, chi gli vuol male spera davvero che la scalata alla Quercia sia la Waterloo del Sindaco di Campobasso.
“Sarà un primo cittadino a mezzo servizio” – dicono alcuni.
“Sarà un segretario dimezzato” – dicono altri.
Per Massa è la prima battaglia vinta dopo le tante sfide perdute: dopo il seggio mancato in Parlamento, dopo l’assalto fallito alla Presidenza della Giunta Regionale, con la strada già sbarrata per Palazzo Magno, la conquista della leadership del partito ha per Massa il dolce sapore della rivincita: su D’Alete che gli ha preferito di Stasi, su Di Stasi che gli ha preferito se stesso, su D’Ambrosio che ha tentato di fargli lo sgambetto per la segreteria fino a poche ore prima del Congresso e persino sui Popolari che lo tengono in ostaggio (o quasi) a Palazzo S.Giorgio.
Coraggio, Massa, sarà difficile fare peggio di D’Alete!

CHI SCENDE

ANTONIO D"AMBROSIO - Scende, anzi precipita nello sconforto Antonio D’Ambrosio. Voleva farlo lui il segretario della Quercia, tanto che insieme a D’Alete si era persino inventato il giochino delle tre carte (Mascia, Bellocchio, De Santis) dietro cui celare fino all’ultimo il proprio nome per fare il blitz finale.
A D’Ambrosio non piace fare (soltanto) il consigliere regionale, specialmente se Paglione fa anche il capogruppo e Di Stasi si accinge a fare il Presidente della Commissione Statuto.
Domenica alle Cupolette la delusione di D’Ambrosio era evidente, malcelata dietro un copione che l’ha costretto ad applaudire il compagno Massa e la ritrovata unità dei DS.


January 30, 2002
 UN CALCIO AL.. CONFLITTO D'INTERESSI @ 8:32:45 PM
di Passpartù

CHI SALE

Ha comprato anche la squadra del capoluogo regionale Aldo Patriciello, guadagnando così una pedina importante sulla scacchiera della provincia di Campobasso dove l"imprenditore venafrano punta a consolidare la sua presenza. Aldo Patriciello era a fianco di Berardo, suo compagno d"avventura anche in Democrazia Europea, nella gestione della società calcistica campobassana già da qualche mese, ma adesso si è preso sulle spalle, con una certa disinvoltura, tutta la responsabilità della baracca.
Patriciello ha già fatto sapere che spera di riuscire a coinvolgere in quest"impresa altri imprenditori, molisani e non, con la passione del calcio e la voglia d"investire denaro, proprio mentre i soliti bene informati hanno già messo in giro la voce che esiste una leggina regionale ad hoc che prevede la possibilità che la Regione eroghi finanziamenti per sostenere squadre di calcio…. una norma perfetta per un perfetto campione del conflitto d"interessi…
E bravo Patriciello che sta dimostrando di saper giocare (è proprio il caso di dirlo) a tutto campo la sua partita per un controllo capillare del territorio molisano.
L"acquisto del Campobasso Calcio è un altro ottimo biglietto da visita per aspirare, in tempi brevi, alla Presidenza della Giunta Regionale o ancora meglio, se cambierà (come sembra) la normativa vigente, ad un seggio da parlamentare europeo……


CHI SCENDE

Cala la popolarità di Augusto Massa: la sua giunta è un flipper messo in tilt dal toto-assessori, Roberto Ruta gli sta sbarrando la strada per la corsa alla Presidenza della Provincia, i Democratici di Sinistra non gli riconoscono il ruolo di leader maximo tanto che la sua candidatura alla segreteria regionale della Quercia vacilla sotto i tiri incrociati di D"Alete e D"Ambrosio e Campobasso è ormai la cittadella del centro-sinistra assediata dall"arrembaggio del Polo delle Libertà in tutto il Molise.
Né il futuro sembra prodigo di giorni felici per il sindaco: quando finirà il suo secondo mandato da primo cittadino (salvo chiusure anticipate per motivi elettorali), lo aspetta una triste pensione.
I maligni dicono che ultimamente abbia mantenuto egregiamente una sola promessa: aveva detto ai suoi concittadini che si sarebbe impegnato a trovare un imprenditore che salvasse il Campobasso Calcio e…tac…è arrivato Patriciello!
E poi dicono che gli ex-comunisti vivono con disagio in quest"Italietta bipartisan!


January 23, 2002
 IL ROSARIO... SUONATO E CANTATO @ 10:14:57 PM
di Passpartù

CHI SALE

CINZIA DATO - La bella senatrice catanese, eletta in Molise per l"Ulivo, in pochi giorni ha inanellato una serie di iniziative a favore del Molise dimostrando un attivismo che pochi sospettavano. Viabilità, ferrovie e - dicono le indiscrezioni - fondi europei e gestione del patrimonio artistico-culturale. Scrive, telefona, organizza e soprattutto mette in difficoltà il suo collega deputato, Roberto Ruta. La cui permanenza a Montecitorio, per il momento, non ha lasciato alcun segno.

CHI SCENDE

ROSARIO DE MATTEIS - Doveva essere il "grande dissidente", quello che, dopo essere stato escluso in malo modo dal gioco dell enomine degli assessori, avrebbe dovuto essere la spina nel fianco di Michele Iorio e dei tanti "parvenu" che circondano in presidente. Ma la parte del "grande oppositore" De Matteis l"ha recitata per poche settimane. Poi è arrivata la notizia del "contentino" che, per la verità, alla luce di quanto è accaduto, sembra addirittura una presa per i fondelli. Lui, che rischiava di essere l"unica "nota stonata" della maggioranza di centrodestra a Palazzo Moffa, è stato nominato, su indicazione di Iorio, nel CdA del Conservatorio "Perosi" di Campobasso quale rappresentante della Regione. Prima di rientrare nel "coro" dovrà prendere qualche lezione di canto... Musica maestro!


January 16, 2002
 IORIO E GLI IMPEGNI PRESI E NON MANTENUTI @ 5:52:58 PM
di Passpartù

CHI SALE

CINZIA DATO - La senatrice della Margherita ha presentato un"interrogazione al ministro per le infrastrutture, Lunardi chiedendo perché ancora non si procede all"appalto della Variante di Venafro, primo tratto della Termoli-San Vittore. La senatrice ha ripercorso tutto l"iter del progetto evidenziando che esiste già un finanziamento. Perché allora non si procede? Una domanda semplice semplice. La risposta, che adesso dovrà arrivare in via ufficiale, servirà a sbugiardare i proclami di Michele Iorio circa l"interesse e l"attenzione del governo Berlusconi verso il Molise. Perché se, a distanza di nove mesi dall"insediamento dell"esecutivo ancora non si è riusciti a far partire una gara d"appalto praticamente già pronta, significa allora che questo governo fa solo promesse, ma le cose concrete che potrebbe fare davvero non le fa. E che Iorio finora ha venduto solo fumo...

CHI SCENDE

LUIGI MANFREDI SELVAGGI - Il sindaco di San Massimo chiede a Iorio di rispettare gli accordi sottoscritti nel "98 per gli interventi strutturali a favore della stazione sciistica di Campitello Matese. Accordi datati 1998 nei quali la giunta regionale nata dal "ribaltone" e guidata proprio da Iorio prese impegni concreti per interventi a favore di Campitello individuando anche la somma da spendere: circa 11 miliardi. Manfredi Selvaggi chiede adesso che questi fondi, congelati non si sa per quali motivi, vengano sbloccati e spesi. E chiede, quindi, a Iorio di rispettare gli impegni presi. Ma sindaco Manfredi Selvaggi, da quale pianeta viene? E comunque, si metta in fila. A chiedere a Iorio di rispettare gli impegni presi e non mantenuti sono in molti. Aspetti il suo turno...


 ALFREDO, LA VERA OPPOSIZIONE @ 12:32:42 AM
di Passpartù

CHI SALE

ALFREDO D"AMBROSIO - Il senatore non molla distinguendosi nella moltitudine di "servi sciocchi", che hanno deciso di prendere ordini dal capo e di non esprimere mai un"opinione diversa. Mentre gli aspiranti (ormai ex) leader come Antonio Chieffo o Michele Picciano o Alberto Montano o Aldo Patriciello fanno a gara per entrare nelle grazie di Michele Iorio, lui continua a dire la sua. E cioè che il presidente non ha rispettato i patti preelettorali, che non dovevano essere nominati gli assessori esterni, che il partito (Forza Italia) nel Molise non è gestito in modo democratico, che lui insomma non abbasserà la testa come gli altri. E svela anche che chi lo ha candidato al Senato - e adesso si prende i meriti del suo successo - lo aveva fatto proprio perché era convinto che sarebbe stato trombato. Anche se giornali e televisioni che stanno dalla parte del "capo" continueranno ad oscurarlo - come stanno facendo da qualche mese - lui, il senatore non cederà. Altro che Di Stasi, D"Alete, Nagni eccetera. Ecco la vera opposizione.

CHI SCENDE

UMBERTO COLALILLO - Abbiamo grande rispetto per l"illustre avvocato, indimenticato candidato a sindaco di Isernia della lista di Michele Iorio battuto da Giuseppe Caterina. E perciò prendiamo con il beneficio del dubbio una frase che gli è stata attribuita da un telegiornale regionale. Secondo il quale "il re degli avvocati amministrativisti" (e così abbiamo scoperto che nella repubblica italiana, nel campo della giustizia amministrativa, c"è sempre la monarchia: e chi sono i principini? Martino? Guida? Colesanti? E i servi della gleba?) avrebbe dichiarato testualmente, commentando i ricorsi presentati di recente contro la vittoria elettorale del Polo dell"11 novembre scorso: "Non c"è artificio formale che possa scavalcare la volontà popolare". No, non può essere lui, non può essere la stessa persona che solo un anno fa presentò un ricorso al Tar contro "artifici formali" compiuti nelle elezioni vinte dal centrosinistra ottenendo l"annullamento delle elezioni. Anche allora la volontà popolare fu chiara, non certo chiarissima come è accaduto l"11 novembre, ma chiara sì. Tanto è vero che il Polo rinunciò al conteggio dei voti. Perché ha cambiato idea? Ed è possibile che il "re degli avvocati amministrativisti" ritenga che esistono questioni che superino i principi della legalità? Colalillo dice che questa volta, siccome Iorio ha vinto con 30 mila voti di scarto, la questione non si pone. Anche se le firme fossero state raccolte illegalmente, anche se le liste del centrodestra fossero fuori legge, anche se (e stiamo usando un paradosso) i sottoscrittori delle liste fossero stati minacciati armi in pugno per firmare, il fatto che il Polo abbia raccolto tutti questi voti annulla ogni illegalità. A parte il fatto che una delle liste contestate è proprio quella di Forza Italia che ha raccolto circa 40 mila voti (senza i quali Iorio forse non avrebbe vinto). Ma chiediamo a Colalillo: se uno ammazza un vecchietto, seppure arzillo, di 99 anni, non deve essere punito perché tanto quello prima o poi sarebbe morto di suo? O l"omicidio vale solo per vittime che non abbiano superato l"età della pensione?


December 18, 2001
 LA FUSCO E BABBO NATALE @ 10:31:20 PM
di Pinocchia

CHI SALE

Sale sulla poltrona più prestigiosa del Consiglio Regionale Donna Angelo Fusco Perrella, che da ieri, come Iorio, può fregiarsi del titolo di Presidente. Alla fine ce l"ha fatta: nonostante i mal di pancia del compaesano De Matteis, nonostante Iorio che è scivolato sulla buccia di banana di Lepore, nonostante le ritrosie di Di Pasquale, nonostante un centro-destra che dimostra da subito di saper vincere e non saper governare, nonostante gli assessori esterni, nonostante i consiglieri che non si dimettono per fare gli assessori. La letterina che la Fusco Perrella ha scritto a Iorio-Babbo Natale è stata efficace. Infatti su una slitta trainata da 16 renne Babbo Iorio ha portato, sotto una bufera di neve, alla Fusco Perrella il dono richiesto e lei, emozionata come una bimbetta, l"ha spacchettato felice davanti ai microfoni dei TG locali.
I quali, peraltro, ai cittadini molisani non hanno risparmiato neppure il tormentone dell"unica donna eletta in Consiglio Regionale che diventa Presidente.
Unica nota positiva: pare che la Fusco Perrella, a differenza del suo predecessore (donna), di vagamente femminile abbia almeno la voce.

CHI SCENDE

Me lo rivedo ancora davanti agli occhi mentre scende, sudato e trionfante, gli scalini del Palazzo della Regione dopo aver firmato l"accettazione dell"incarico da assessore. Succedeva solo qualche giorno fa. Lui è Pierluigi Lepore che oggi si sentirà come chi ha vinto il primo premio della Lotteria di Capodanno e poi ha perso il biglietto. Ha avuto solo il tempo di assaporare il gusto di immaginarsi nell"Olimpo dei Potenti finchè Filoteo, novello Harry Potter, come per magia, non gli ha fatto scomparire la delega. E lo stipendio e le comodità e il prestigio connessi. In quale ente, sub-ente, consorzio o appendice della Regione Molise Michele Iorio farà ricomparire una nuova letterina d"incarico per Lepore? Domanda destinata a rimanere inevasa ancora a lungo, almeno finchè Iorio non chiude la partita della giunta. Per quanto ci riguarda dall"episodio "Lepore" abbiamo tratto due consigli da dare ai nostri lettori: 1) Vale ancora il vecchio e saggio detto: "Non dire gatto se non ce l"hai nel sacco!"
2)Attenti, attenti elettori molisani!! La vicenda di Lepore dimostra come il navigato Iorio, primo ribaltonista nazionale, ha smontato nei fatti una massima latina ritenuta (almeno prima dell"era Berlusconi ) inconfutabile : "Verba volant, scripta manent". Ma la firma di Lepore sotto l"ormai celebre "accettazione della poltrona" è ormai uno scriptum in caelum….



December 5, 2001
 IL ROSARIO DI DE MATTEIS @ 2:50:43 AM
di Passpartù

CHI SALE

Michele Picciano - Ma vuoi vedere che, come diceva Totò, cacchio cacchio tomo tomo Michele Picciano alla fine riesce ad entrare nella giunta di Michele Iorio? Nonostante le "batoste" elettorali rimediate da quello che ieri era il suo più acerrimo nemico ed oggi è diventato il suo più acerrimo amico (Antonio Chieffo, per chi non lo avesse capito), nonostante non abbia potuto candidarsi né alla Regione e né al parlamento, Picciano qualche piccola soddisfazione se l"è tolta. Da tempo sta nell"ufficio di presidenza dell"Upi, ha avuto qualche piccolo incarico nazionale in Forza Italia e questo suo "rimanere nel giro" lo ha portato ad ottenere la nomina, grazie alla sponsorizzazione "azzurra", in un posto strategico: è infatti membro del Consiglio di amministrazione del Formez, ente che gestisce soldi ed incarichi. Una carica per niente onorifica e molto remunerativa (in termini economici ma anche politici ed elettorali). Evidentemente Michele ha capito che il ferro va battuto quando è caldo e allora si è fatto sotto per entrare in giunta come "esperto" esterno. Più esperto di lui nell"arte di rimanere a galla veramente non ce n"è...

CHI SCENDE

Rosario De Matteis - E" stato il primo eletto di Forza Italia, ha racimolato migliaia di voti, è stato superpremiato proprio dalla base del partito al quale è stato uno dei primi ad aderire. E" uno dei consiglieri regionali di più lunga esperienza e di maggiori capacità amministrative. Eppure anche stavolta rischia di rimanere fuori dalla giunta regionale. I "collaboratori" di Iorio (perché pare che il presidente non abbia avuto il coraggio di farlo) gli avrebbero detto a brutto muso che lui di fare l"assessore se lo può scordare. Sì, sarà anche uno che ha preso migliaia di voti, che è ben voluto all"interno del partito, che ha esperienza e capacità. Ma vuoi mettere un Picciano o un Franco Mancini o un Vitagliano o un Ventresca. E se poi a deciderlo è Ulisse Di Giacomo, che non si sa quanti voti abbia..., il cerchio si chiude. Definitivamente.


December 2, 2001
 CAPONE E LE BATTAGLIE PERSE @ 11:01:14 PM
di Passpartù

CHI SALE

Si è preso la sua piccola rivincita Peppe Astore. Nella riunione promossa insieme a Giovanni Minicozzi, l’esponente politico di S.Giuliano ha raccolto gli elogi di moltissimi fan che gli hanno riconosciuto la patente di “persona seria” che ha saputo uscire di scena per manifestare con coerenza il suo dissenso.
La relazione di Peppe Astore è stata un coltellino sapientemente girato nelle piaghe del sofferente centro-sinistra al cui capezzale per ora ridono sornioni soltanto Augusto Massa e Roberto Ruta.
Ma la sala piena del Roxy è stato un elegante avvertimento ai due, come a dire: “ Caro Augusto, caro Roberto, guardate quanto peso e quanto valgo. Avete puntato tutti e due alla poltrona di Super Presidente e io ve l’ho lasciato fare. E’ andata male ad entrambi, ad entrambi restano soltanto le rispettive biciclettine su cui pedalare. E un candidato credibile da sostenere per Palazzo Magno: il sottoscritto!”


CHI SCENDE

Proprio non vuole convincersi Franco Capone che ormai la stagione dei ricorsi è finita.
Il 17 Dicembre si insedia il nuovo Consiglio Regionale e lui continua impassibile a sbandierare carteggi per dimostrare come Giovanni Di Stasi abbia remato contro la sua battaglia per la difesa del risultato elettorale del 16 Aprile 2000.
Capone è un politico navigato ed esperto e dovrebbe sapere che chi rimurgina sulle sconfitte suscita tenerezza ma perde carisma. Farebbe bene piuttosto a cominciare a studiare cosa raccontare ai suoi concittadini nelle elezioni comunali della prossima primavera. La notevole esperienza acquistata nel combattere le battaglie perse in partenza, infatti, fa di lui il super-favorito alla candidatura di sindaco della città di Isernia.
Noi ci limitiamo a suggerire una correzione al look: via i baffetti alla Clarke Gable, per gli elettori di sinistra non sono sufficientemente “trendy”……


November 24, 2001
 FILIPPO, TONINO E LA POLTRONA @ 4:50:11 PM
di Passpartù

CHI SALE

FILIPPO POLEGGI - Nel massimo del suo fulgore elettorale - cioè alle regionali dello scorso anno - ha raggranellato poche decine di voti, come se si trattasse di un candidato qualsiasi alla prima esperienza politica e non - come invece è - di un assessore in carica del Comune più importante del Molise nonché del segretario regionale dello Sdi. La lista dello Sdi in provincia di Campobasso - quella di cui lui in qualche modo aveva una responsabilità politica diretta - è stata esclusa per vizi di forma dalle elezioni regionali, impedendo ai socialisti democratici di ottenere un possibile quoziente e quindi un rappresentante a Palazzo Moffa. Eppure motivi per stare attenti ce n"erano: l"anno scorso era successa praticamente la stessa cosa, nel senso che il Tar - quando ha annullato le elezioni del 2000 - ha indicato tra le liste che andavano escluse anche quella dello Sdi in provincia di Campobasso (ma il Consiglio di Stato ha successivamente ritenuto sanabili quei vizi). Nel frattempo il problema del traffico a Campobasso (Poleggi ha la delega alla viabilità) sta provocando disagi mai visti, lo Sdi si sta spaccando con Tullio Farina che spara a zero sulla dirigenza e Trematerra che è stato sul punto di passare con il Polo. Ma lui, il segretario regionale, che fa? Continua a rimanere, imperterrito, al suo posto. Di assessore e di segretario. Un mito...

CHI SCENDE

TONINO MARTINO - Continua ad invitare gli alleati e soprattutto Michele Iorio a rispettare i patti e quindi, tradotto in soldoni, a nominarlo assessore esterno. Lo fa senza accorgersi che davanti alla porta del governatore c"è una fila interminabile di personaggi che chiedono a Iorio di saldare il conto e che, a differenza di Martino, hanno portato in dote al Polo migliaia di voti mentre lui, il "lider maximo" del Ppp di voti non si sa se e quanti ne ha portati visto che la sua lista alla competizione elettorale non c"era. E poi, cosa vuoi che siano le poche centinaia di voti del Ppp rispetto agli oltre trentamila con i quali Iorio ha distanziato Di Stasi? Su una cosa Martino ha però ragione: il presidente si dovrebbe ricordare di chi, come lui, ha combattuto la difficile battaglia legale per ottenere l"annullamento delle elezioni del 2000. E infatti Iorio se ne è ricordato. Per questo nominerà assessore esterno Umberto Colalillo...


November 15, 2001
 IL RITORNO DI BARBONCINO @ 2:52:09 AM
di Passpartù

CHI SALE

TOMMASO DI DOMENICO - Dopo la "trombatura" di un anno e mezzo fa, era dato per morto (politicamente). Ma a differenza di altri "trombati", che hanno trascorso mesi e mesi piangendosi addosso, lui si è subito rimboccato le maniche. Ha lavorato a Riccia, la sua città, per costruire una base elettorale di oltre mille voti che gli consentisse di tentare il gran salto. Poi si è "infilato" nella gestione della sanità. pubblica e privata, come consulente pagato profumatamente. Dicono che sia stato lui, in tutti questi mesi, il vero direttore della Asl di Campobasso. E, siccome è per nascita "bipartisan", Di Domenico non ha mancato di creare rapporti con importanti strutture della sanità privata. Quando, la scorsa settimana, è andato in onda il suo ormai mitico spot con il violino qualcuno ha sorriso. Poi, quando ha visto che Di Domenico è stato rieletto con una montagna di voti, a molti di quelli che hanno sorriso è passata di colpo la voglia di ridere.

CHI SCENDE

GIOVANNI DI STASI - Il verbo giusto non è "scendere", è "precipitare". L"ex presidente non solo è stato travolto, non solo ha subito una sconfitta personale (perchè, al di là delle coalizioni, nel maggioritario si vota per il candidato presidente) ma adesso pretende pure di individuare colpe che non esistono o che se esistono sono del tutto marginali. In un"intervista a "L"Unità" ha detto che a farlo perdere sono stati i litigi interni all"Ulivo. Ammesso che sia così, sa bene Di Stasi che uno dei motivi dei litigi, anzi il principale motivo dei litigi, è stata proprio la sua candidatura. Se lui avesse rinunciato ci sarebbero stati meno litigi. E quindi anche in questo caso sarebbe comunque responsabile. La verità invece è che, tra quelli possibili - Di Stasi, Ruta, Massa, Chieffo - lui era proprio il candidato più debole. Hanno cercato di farglielo capire ma lui non ha voluto sentire. Anzi, si è detto sicuro di vincere (vai a "Ipse dixit"). Adesso dovrebbe ammettere serenamente di aver perso soprattutto lui e capire che l"Ulivo e i Ds hanno bisogno di un altro leader o almeno di un"altra "faccia" da presentare all"opinione pubblica. Invece ha fatto sapere che vuole fare il capogruppo dei Ds a tutti i costi. Il guaio è che almeno tre degli altri quattro consiglieri regionali eletti (D"Ambrosio, D"Alete e Paglione) lo sostengono. Al peggio non c"è mai fine. Ma forse è meglio così: meglio il colpo di grazia che una lunga agonia...


November 13, 2001
 MICHELE & GIOVANNI @ 8:42:54 PM
di Passpartù

CHI SALE

MICHELE IORIO - Rubrica facile facile questa volta. Sale decisamente Michele Iorio. Ha semplicemente "distrutto" Giovanni Di Stasi e il centrosinistra, è diventato presidente della Regione portando a termine quel percorso iniziato nel 1998 con il primo ribaltone fatto in Italia. E" il padrone assoluto del Polo, dove gli altri, che già contavano poco, dal 12 novembre non contano più nulla. E rimarrà al suo posto per molto tempo qualsiasi cosa accada: che Forza Italia resti Forza Italia o che si ricostituisca la Dc, lui nell"armadio ha tutti e due i vestiti che servono per l"occasione. Quello indossato quanto partecipò al gran ricevimento dell"Ulivo, nel 1995, invece lo ha regalato ai poveri...

CHI SCENDE

GIOVANNI DI STASI - Sapeva forse di perdere e sapeva che sul proporzionale sarebbe stata una disfatta per l"Ulivo ma sperava che il distacco da Iorio fosse minimo per poter dire: "ringraziatemi, perché se non ci fossi stato io la sconfitta sarebbe stata ancora più pesante". E invece è stato travolto sul maggioritario, l"immagine di ottimismo e il ruolo del vincitore predestinato che si era dati nel corso della campagna elettorale sono svaniti in una mattina. Un "bluff" che Di Stasi ha giocato come gioca a poker un giocatore dilettante tra professionisti e bari, trascinando alla disfatta tutto il centrosinistra. Almeno da adesso in poi se ne stia in disparte, lasci che l"Ulivo per ricostruire si dia un nuovo leader. Che non sia D"Alete, ovviamente....


November 6, 2001
 Tonino Martino, l'uomo boomerang @ 3:25:03 PM
di Passpartù

CHI SALE

Augusto Massa, sindaco di Campobasso, lunedì sera è salito sul palco di piazza Prefettura per salutare Massimo D"Alema e per lanciare un appello alla mobilitazione e al voto per Giovanni Di Stasi. Il primo cittadino ha così gettato alle spalle le polemiche per la sua mancata candidatura e i contrasti nati proprio con Di Stasi, di cui egli era diventato il principale antagonista. E comincia anche ad incassare il "pentimento" di alcuni che avevano remato contro di lui e che lunedì sera, in piazza Prefettura, bisbigliavano: "Con Massa avremmo vinto di sicuro".

CHI SCENDE

Chi di formalismi ferisce, di formalismi perisce. Quando furono annullate le elezioni regionali dello scorso anno, il leader del Ppp, Tonino Martino, uno dei principali sostenitori dei ricorsi elettorali contro il centro-sinistra nonché difensore del cittadino-ricorrente Michele Simiele (che sanno tutti essere uno dei suoi più stretti collaboratori), gridò ai "brogli elettorali". In infuocate tribune televisive accusò il centro-sinistra di aver truccato le carte. Oggi che le sue liste sono state escluse per motivi analoghi a quelli per i quali proprio lui - almeno in veste di avvocato - chiese l"annullamento delle elezioni, dovrebbe avere l"onestà o di dire che la sinistra non aveva fatto "brogli", chiedendo scusa ai molisani, oppure, per coerenza, dovrebbe autoaccusarsi di "brogli". Ma la questione è un"altra. Immemori degli indubbi meriti che Martino ha avuto nella vicenda dell"annullamento delle elezioni regionali, i maggiorenti del centro-destra lo hanno abbandonato al suo destino. Chiusagli in faccia la porta del maggioritario, adesso non se lo filano proprio, sicuri come sono di vincere anche senza i voti di Martino. Al quale forse - se le sue richieste saranno ragionevoli - potrebbe andare un contentino, un posticino nel sottogoverno regionale. E faccia pure ricorso al Consiglio di Stato - affermano oggi dal Polo - tanto adesso al Governo ci sta Berlusconi...


November 3, 2001
 Iorio e D'Ambrosio, due facce della stessa medaglia @ 9:42:22 PM
di Passpartù

CHI SALE

MICHELE IORIO - Il Governo si sta mobilitando per sostenerlo: ministri (annunciato anche l"arrivo di Tremonti, quello del buco fasullo), sottosegretari ma soprattutto premier e vicepremier stanno dando vita ad una vera e propria processione per portare un cero acceso a san Michelone. Il quale gongola e aspetta: l"11 novembre spera di passare alla cassa e di intascare la vittoria. Praticamente non gli fa paura nessuno, né Alfredo D"Ambrosio né Giovanni Di Stasi. Gli fa paura solo il giudizio dei molisani: lo bocceranno anche stavolta?

CHI SCENDE

ALFREDO D"AMBROSIO - Doveva essere l"unica voce fuori dal coro nel Polo contro la leadership indiscussa di Michele Iorio. Ha provato a proporre la propria candidatura alla presidenza della Regione al posto di quella dell"ex amico Michele. Poi, fatta marcia indietro, ha avuto la promessa che se mai ci sarà un sottosegretariato per un parlamentare molisano, il prescelto sarà proprio lui. Ma se Iorio dovesse vincere le elezioni, di un sottosegretario molisano non ci sarebbe nessun bisogno: a Michele, all"amico Michele, piace gestire tutto in prima persona. E così Alfredo D"Ambrosio è costretto a girare in lungo e in largo la provincia di Isernia per far votare il suo candidato, Camillo Di Pasquale, che tra l"altro in tanti anni di politica non è mai stato "fedelissimo" a nessuno, specialista mondiale nel "salto della quaglia" da un leader all"altro. Scenari da brivido per D"Ambrosio che, dicono alcuni all"interno di Forza Italia, rischia addirittura di essere cacciato dalla Casa delle Libertà. E non dalla porta, dalla finestra.


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