dicembre 14, 2002
 Una molisana arrestata per furto in provincia di Vicenza @ 18.12.09
di Mirella Bandi

Pensavano che il loro colpo fosse perfettamente riuscito ma, proprio quando crtedevano di essere ormai al sicuro, sono state catturate dai carbinieri che le hanno fermate ed arrestate. Si tratta di due donne, Annamaria D"Ercole, 39 anni, originaria di Boiano, e di Luana Snopech, 49 anni, di Avellino. Le due donne avevano appena compiuto un furto in una gioielleria di Cornedo in provincia di Vicenza. Il bottino pari a novemila euro era di alcune catenine d"oro. L"episodio è avvenuto sabato. Le due ladre sono entrate in una gioielleria fingendo di voler acquistare qualche monile e addirittura hanno comprato alcuni gioielli per 450 euro. Approfittando della distrazione del gioielliere impegnato a titar fuori la merce, hanno rubato una intera collezione di catene in oro. Il gioielliere si è accorto del furto poco dopo che le due donne avevano lasciato il suo negozio e ha avvertito i carabinieri che dopo poco le hanno intercettate.

(Vicenza, 12 dicembre 2002)


 Operazione antidroga della Finanza di Campobasso, otto arresti @ 18.02.55
di Fabio Lucidi

La Finanza di Campobasso lo aveva arrestato nell"agosto scorso al casello di Lugo dell"A14 bis, dopo un"intercettazione telefonica. Si tratta di Massimo Gallignani, un giovane di 24 anni di Lugo, sulla cui auto erano stati trovati 5 grammi di cocaina, un etto di hashish e 50 pasticche di ecstasy. Soltanto domenica mattina però Gallignani è stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare del gip di Campobasso per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Nel suo appartamento c"erano 10 grammi di marijuana e otto di hashish.Nell"ambito della stessa operazione sono finite in manette altre sette persone in varie parti d"Italia. Secondo l"ipotesi accusatoria, Gallignani sarebbe stato il terminale nella zona di Ravenna di un"organizzazione che provvedeva a vendere ecstasy di fabbricazione olandese. La Finanza di Campobasso e di Ravenna al termine di sette perquisizioni in abitazioni a Lugo, Lavezzola, Brisighella e Cotignola hanno sequestrato 3 grammi di coca, 155 di hashish, 520 grammi di marijuana, 53 piante di canapa, tre grammi di funghi allucinogeni, una scimitarra.

(Ravenna, 12 dicembre 2002)


dicembre 13, 2002
 Incidente stradale, è morto anche il conducente dell'altra auto @ 21.34.05
di Walter Lepre

Vito Esposito, l"uomo rimasto gravemente ferito nell"incidente verificatosi l"altra sera sulla statale 158 tra Montaquila e Roccaravindola, è morto in ospedale dopo una agonia durata circa 24 ore. Sale così a due il numero delle vittime del terribile incidente. Nel violento impatto tra la sua Fiat Punto e una Opel Corsa era morto sul colpo il conducente di quest"ultima auto, Carlos Alberto Fuschino, 38 anni di Carpinone. I funerali di Fuschino si sono tenuti ieri. Esposito, insieme all"altro passeggero della Punto, era rimasto ferito. Le sue condizioni sono apparse subito gravi tanto che ne è stato disposto l"immediato trasferimento ad un ospedale di Napoli, il "Loreto mare". Esposito, 36 anni, originario di Napoli, era sottoposto al regime di sorveglianza speciale in quanto condannato o indagato per vari reati contro il patrimonio. Pertanto non avrebbe potuto lasciare Napoli. Invece nel giorno dell"incidente si trovava in Molise e stava tornando proprio in Campania, quando in quella che è sata definita "la curva della morte", la sua auto si è scontrata con quella di Fuschino.


 Incidente stradale, muore un operaio di Campobasso @ 1.00.14
di a cura della redazione

Un operaio di 46 anni di Campobasso, Giovanni Bottari, ha perso la vita in un incidente stradale verificatosi sull"autostrada A/14, nei pressi di Fermo, sul tratto marchigiano. Secondo una prima ricostruzione l"uomo ha perso il controllo della sua auto che, dopo aver urtato la barriera in cemento posta al centro della carreggiata, si è ribaltata. Bottari è stato subito soccorso ma la corsa in ospedale è stata inutile.

(7 dicembre 2002)


dicembre 11, 2002
 Droga: Operazione Riviera, tre arresti e cinque denunce @ 21.55.51
di Fabio Lucidi

La Procura della Repubblica di Campobasso l"ha chiamata "Operazione Riviera". Le indagini, durate circa nove mesi, hanno consentito di sgominare una piccola organizzazione che gestiva un traffico di droga in varie regioni. Il bilancio dell"operazione è di tre arresti e cinque denunce. Nell"inchiesta sono stati impegnati numerosi agenti della Guardia di Finanza sia del Comando provinciale di Campobasso sia dei loro colleghi di Avellino, Ravenna, Modena e Ferrara, cioè le altre province interessate dalle indagini. Gli indagati hanno un"età compresa tra i 24 e i 27 anni. A tutti è contestato il reato di di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Tutto è partito dall"arresto di un giovane corriere nel mese di marzo di quest"anno. Il giovane fu trovato in possesso di 6000 pasticche di ecstasy, mentre percorreva sulla sua auto il tratto molisano della A14 in direzione nord. Da quell"episodio è nata l"inchiesta che riguarda persone non molisane. Se ne occupa, per competenza territoriale, la Procura antimafia di Campobasso. La base dell"organizzazione era localizzata in Campania, in provincia di Avellino Due degli arrestati, infatti, risiedono in comuni irpini. La droga, soprattutto hascisc e cocaina, veniva importata dall"Olanda e smerciata nelle discoteche della Riviera romagnola. Nel corso dell"operazione è stato sequestrato un ingente quantitativo di hascisc, tre grammi di cocaina, piante di canapa indiana, cellulari, soldi e schede telefoniche.


 Associazione a delinquere, arrestate cinque persone @ 0.16.37
di Filippo Lippi

Auto di grossa cilindrata rubate e rivendute, ma anche estorsioni e truffe: sono pesanti le accuse che hanno portato in carcere cinque persone che debbono rispondere anche di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di quei reati. In manette sono finiti tre molisani, uno di Isernia, uno di Bojano e uno di Bonefro, un milanese e un siciliano. Sono quasi tutti nomadi. Altre 19 persone sono indagate. Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Campobasso, indagando su un giro di auto rubate, hanno scoperto una vera e propria organizzazione criminale. I poliziotti si sono messi sulle tracce di una Porsche, rubata alcuni mesi fa, ricostruendo un lungo e tortuoso percorso compiuto dalla refurtiva che approdava anche sui mercati esteri dopo essere stata adeguatamente "ripulita". Le indagini comunque continuano, anche perché si prevedono sviluppi legati ad alcuni episodi di estorsione collegati ai furti d"auto.

(Campobasso, 3 dicembre 2002)


dicembre 9, 2002
 San Bartolomeo, il Comune prosegue con i lavori @ 16.44.23
di Ufficio Stampa Comune Venafro

Procedono alacremente i lavori di sistemazione dell’alveo e degli argini del fiume San Bartolomeo, oltre che di bonifica delle aree circostanti, nel tratto in cui il corso d’acqua attraversa il centro urbano di Venafro. L’Amministrazione guidata dal sindaco Enzo Bianchi ha in questo modo affrontato un problema che si trascinava da oltre un decennio. L’accumulo di limo sul fondo dell’alveo, infatti, aveva sensibilmente innalzato il livello delle acque che in alcuni punti scorrevano al di sopra del piano di campagna. In tali condizioni allagamenti e inondazioni erano all’ordine del giorno, come testimoniano petizioni e ricorsi presentati sia dai proprietari dei rigogliosi orti che da sempre circondano il San Bartolomeo, sia dai residenti della zona spesso con le cantine allagate.
Gli interventi attorno al San Bartolomeo rientrano anche in una logica di recupero e valorizzazione dell’intera area che, dalle sorgenti del fiume giunge fino all’esterno dell’abitato. Intanto sono praticamente terminati i lavori nella zona delle sorgenti che fra pochi giorni sarà restituita alla città con un volto nuovo, certamente più consono al valore che riveste.
Tornando al San Bartolomeo c’è da segnalare che essenzialmente i lavori tendono a rinforzare gli argini e ripulire l’alveo dagli accumuli. In tale logica si è reso purtroppo necessario l’espianto di alcuni salici che, cresciuti proprio all’interno dell’alveo, costituivano un serio pericolo fungendo da impedimento al defluire delle acque e favorendo gli straripamenti.


dicembre 7, 2002
 Pensionato troppo galante drogato e derubato a Roma @ 20.24.15
di Mauro Malvesin

Dopo quello che gli è accaduto, difficilmente in futuro si fiderà tanto facilmente delle donne, soprattutto di quelle che non conosce. Stiamo parlando di un pensionato di Campobasso di 77 anni che a Roma è stato protagonista di una vera e propria disavventura. Appena sceso dal treno proveniente dal Molise, si è recato in un bar della stazione Termini dove ha conosciuto una donna dall"apparente età di poco più di 50 anni. Lui, il pensionato, nonostante l"età avanzata, continua ad avere un "debole" per le donne. Così, con atteggiamento galante, ha deciso di offrire un caffé alla gentile signora. Si sono seduti ad un tavolino, hanno preso il caffé e poi per il molisano tutto è diventato buio. Si è risvegliato qualche ora più tardi nei giardini adiacenti il Policlinico Umberto I. Di quello che era accaduto non ricordava nulla. L"unico dato certo è che in tasca non aveva più il portafogli e nemmeno i 1.500 euro che vi erano custoditi. Probabilmente la donna, approfittando di un attimo di disattenzione, ha versato una sostanza narcotica nel caffé. Quando l"anziano ha perso i sensi, lo ha derubato e, prima di sparire nel nulla, lo ha lasciato nei pressi del Policlinico, forse perché, in caso di malore provocato dalla sostanza narcotica, sarebbe stato soccorso in modo più rapido. E infatti lo hanno soccorso gli agenti del Commissariato di Polizia di Porta Pia. Tra l"altro il pensionato campobassano si era recato a Roma proprio per sottoporsi ad una visita medica specialistica.


 Rissa, quattro denunciati: c'è anche un venafrano @ 20.03.52
di Walter Lepre

C"è anche un venafrano tra i quattro giovani denunciati per rissa aggravata e danneggiamento dalla Polizia di Lanciano. L"episodio si è verificato nel pub St. Thomas, alla periferia del centro abruzzese. In piena notte un ragazzo abruzzese originario di S. Maria Imbaro, M.D. di 19 anni, mentre si trovava in compagnia di un amico, per futili motivi ha avuto un diverbio con un 36enne residente in provincia di Caserta, T.V., che si trovava nel locale abruzzese con due amici, L.D.M., 21 anni anch"egli originario della provincia di Caserta. e C.N., 20 anni di Venafro. Secondo una prima ricostruzione i tre amici hanno riempito di pugni e calci il giovane abruzzese. L"altro ragazzo abruzzese, che ha cercato di difendere l"amico, è stato spintonato ed allontanato. Tutto si è concluso con l"arrivo dei poliziotti, avvertiti dai titolari del locale. I due campani, il venafrano e il ragazzo abruzzese sono stati denunciati. Quest"ultimo è anche finito in ospedale per essere medicato. Ha riportato contusioni su tutto il corpo. E" stato dimesso, ma dovrà essere sottoposto ad ulteriori accertamenti nei prossimi giorni.


 La Rana nominato capo della Procura di Larino @ 19.42.32
di a cura della redazione

In attesa che venga nominato il nuovo procuratore delal Repubblica di Larino, l"incarico è stato affidato temporaneamente al dottor Antonio La Rana, il magistrato che lo scorso mese di giugno ha lasciato la Procura di Vasto per trasferirsi presso la procura generale della corte d"appello di Campobasso. Il posto è vacante ormai da settembre e tutti quelli che avevano i titoli per ricoprirlo hanno finora rinunciato. Il provvedimento di «applicazione» è stato firmato dal procuratore generale di Campobasso, Michele Morello per dotare l"ufficio di Larino di un dirigente, in un momento particolare determinato dalle vicende successive al terremoto.Va ricordato, tra l"altro, che la Procura di Larino sta indagando sul crollo della scuola "Jovine" di San Giuliano di Puglia, nel quale sono morte 28 persone. Anche se «applicato» a Larino, Antonio La Rana continuerà a svolgere le funzioni di sostituto procuratore presso la corte d"appello di Campobasso.


dicembre 6, 2002
 Incidente stradale, muore un carabiniere di Campobasso @ 17.58.32
di a cura della redazione

Michele Pascale, un carabiniere di Campobasso di 25 anni, è morto in un incidente stradale verificatosi oggi sulla statale Foggia-Campobasso, in territorio del Comune di Volturino Appulo. Il giovane viaggiava a bordo della sua Alfa 156 di cui, secondo una prima ricostruzione, ha perso il controllo finendo contro un muro. L"impatto, forse anche per l"alta velocità dell"auto, è stato violentissimo. Per Pascale non c"è stato nulla da fare. Inutili i soccorsi. Il carabiniere molisano prestava servizio presso il Comando provinciale di Roma-Cinecittà. La ricostruzione della dinamica dell"incidente è affidata ai carabinieri del comando provinciale di Foggia che hanno eseguito i rilievi.


 Detenzione di armi, uomo di Pozzilli rinviato a giudizio @ 16.23.43
di a cura della redazione

Nicandro Pellegrinello, 48 anni di Pozzilli ma da tempo residente a Pizzoli, in Abruzzo, è stato rinviato a giudizio per detenzione illegale di armi. L"uomo venne arrestato il 28 aprile scorso e liberato solo dopo alcuni mesi. Nella sua abitazione furono trovate cartucce per mitragliatrice da carro armato e un bossolo di artiglieria, oltre a un coltello proveniente da un furto. Secondo l"accusa, deve rispondere anche di danneggiamento per essersi introdotto in un"abitazione forzando una porta e una finestra. Il processo è stato fissato per il 28 marzo 2003.


dicembre 5, 2002
 Allarme per la diga di Occhito: secondo un esperto c'è il rischio di esondazione @ 22.23.05
di Mario Di Mare

Una frana minaccia la diga di Occhito e l"acqua che contiene potrebbe tracimare e provocare danni enormi. L"allarme lo lancia un esperto, il professor Giuseppe Spilotro, ordinario di geologia all"università della Basilicata. Il docente universitario è stato incaricato dal Comune di Carlantino, in provincia di Foggia, il cui territorio è interessato da tempo da una frana che negli ultimi anni ha accelerato il suo movimento, di fare il punto della situazione. Spilotro ha presentato ieri la sua relazione ai tecnici della Protezione civile e all"assessore regionale ai Lavori pubblici della Puglia, Felice Amodio, nella quale, tra l"altro, sostiene che la frana potrebbe abbattersi sulla diga di Occhito distante appena due chilometri, «provocando esondazioni e tracimazioni al di sopra della diga». Per i tecnici del consorzio di bonifica della Capitanata, la relazione di Spilotro è però un"esagerazione. L"ingegner Giuseppe D"Arcangelo direttore del Consorzio di bonifica della Capitanata, ha infatti affermato che, «quand"anche la frana precipitasse nell"invaso questo è abbastanza ampio e capiente da accogliere l"intera frana, che ha un volume di un milione di metri cubi di terreno. Nessun problema sussiste invece sullo sbarramento della diga che dista sette chilometri dal fronte franoso». Ma il sindaco di Carlantino si è detto preoccupato. Nei giorni successivi al terremoto del 31 ottobre sono state sgomberate dieci famiglie di una frazione e c"è il pericolo che lo sgombero possa estendersi a tutto il paese.


dicembre 4, 2002
 Incidente sul lavoro, muore un operaio molisano @ 20.29.55
di Mauro Malvesin

Un operaio molisano è morto in un incidente sul lavoro nei pressi di Trieste. Francesco Lemma, 41 anni, è rimasto schiacciato da una pedana che stava montando. L"uomo, originario della provincia di Campobasso, era residente da trent´anni a Oleggio, era dipendente del Circo di Francia, società che in passato era attiva nel settore circense. Da qualche anno ha cambiato attività: non più tournée da un capo all´altro della penisola con animali da circo al seguito bensì locazione di tensostrutture e tendoni per ospitare manifestazioni, fiere, premiazioni. Giorni fa gli operatori della Circo di Francia stavano allestendo una struttura coperta nelle vicinanze di Trieste per una campagna pubblicitaria abbinata ai prodotti alimentari. Lemma faceva parte della squadra ddetta al montaggio. Per ragioni ancora in corso di accertamento da parte degli inquirenti, l´uomo è rimasto schiacciato da una pesante pedana che all´improvviso è caduta a terra. Il decesso è stato istantaneo. Il magistrato ha ordinato l"autopsia, che è stata già eseguita.


dicembre 3, 2002
 Associazione a delinquere, in manette cinque persone. Altre 19 sono indagate @ 23.44.37
di Filippo Lippi

Hanno tra i 26 e i 58 anni, quattro sono di origine nomade, il quinto è siciliano. Sono le cinque persone arrestate con l"accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, al riciclaggio e all"estorsione. Sono Guerino Morelli di Isernia, Orlando Di Rosa di Bonefro, Giovanni Gianfagna di Campobasso, Roberto De Rosa di Milano e Valerio Biundo di Gela (Agrigento). Con loro sono indagate altre 19 persone nell"inchiesta denominata "Auto facili". Le manette sono scattate ad opera degli uomini della Questura di Campobasso, che da alcuni mesi indagavano su uno strano giro di auto, tutte di grossa cilindrata, rubate in varie parti d"Italia. L"inchiesta, infatti, interessa le province di Campobasso, Isernia, Lucca, Vicenza, Pordenone e Chieti. Secondo l"accusa la banda avrebbe contattato diverse persone che pubblicavano sui giornali l"annuncio per vendere la propria auto. Dopo trattative apparentemente difficili, gli acquirenti convincevano il venditore con una buona offerta promettendo di pagare in contanti. In questo modo lo portavano davanti ad un notaio per fargli firmare l"atto di vendita. Quando l"atto era stato firmato, ed era quindi valido a tutti gli effetti, gli uomini della banda - che avevano acquistato l"auto - pagavano con assegni. Quando, alcuni giorni dopo, il venditore scopriva che l"assegno non era coperto o era falso, era ormai troppo tardi. L"auto era stata già venduta nel frattempo ad un nuovo ignaro automobilista che, sulla base dell"atto notarile, poteva disporre di tutti i documenti necessari ed era quindi legalmente proprietario della vettura. Quando il vecchio proprietario si faceva vivo per chiedere il pagamento di quanto dovutogli, riceveva un secco rifiuto e qualche volta anche botte e minacce affinché non andasse a raccontare tutto alla Polizia. Per questo è formulata anche l"ipotesi dell"estorsione. Decine di auto sarebbero state smerciate in tutta Italia in questo modo. Un giro di affari che, secondo gli inquirenti, supera il miliardo di vecchie lire. Nel blitz della Polizia solo 17 di queste auto sono state recuperate. Di queste 6 sono state poste sotto sequestro e altre tre si trovano in custodia giudiziale. Potrebbero esserci presto nuovi sviluppi. La POlizia ha invitato le vittime di truffe analoghe a denunciare tutto senza aver paura di ritorsioni o vendette.


 Inchiesta sulla maxi-truffa, Molinaro e Di Marzo non rispondono al magistrato @ 0.49.41
di Walter Mazzoni

Il consigliere regionale di Forza Italia, Antonino Molinaro e l"imprenditore molisano Antonio Di Marzo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nel corso dell"interrogatorio che hanno sostenuto ieri dinanzi ai magistrati che indagano sulle maxi-truffe che sarebbero state messe a segno nell"erogazione di contributi pubblici per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoalimentari tipici. Si tratta di uno dei filoni, e nemmeno il più importante, della maxi-inchiesta della Procura di Salerno che ha portato in carcere 13 persone tra politici, funzionari e imprenditori. Sul registro degli indagati sono stati scritti 120 nomi, tra cui quelli di Molinaro e Di Marzo. I filoni più consistenti ed importanti dell"inchiesta riguardano gli appalti per la riforestazione delle zone della Campania colpite dall"alluvione del 1998. Un affare di circa 200 miliardi. Le ipotesi di reato contestate sono gravi: associazione a delinquere finalizzata alla truffa, concussione, corruzione, malversazione. Si indaga anche su alcuni incendi boschivi che, secondo le ipotesi degli inquirenti, sarebbero stati appiccati ad arte per ottenere maggiori fondi per la riforestazione. Molinaro e Di Marzo, che da anni sono impegnati fianco a fianco sia nell"attività imprenditoriale che in politica (entrambi sono esponenti di Forza Italia),A seguito delle perquisizioni effettuate dalla Guardia di Finanza di Salerno del maggiore Massino, i due imprenditori molisani erano stati convocati alla procura della Repubblica di Salerno per essere sentiti quali indagati nell’ambito dell’inchiesta sui fondi per la promozione dei "doc". Come detto, l"interrogatorio è durato solo pochi minuti, giusto il tempo per il pm Giorgio Iachia di prendere atto che i due molisani si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Le indiscrezioni raccolte parlano comunque di una posizione marginale di Molinaro e Di Marzo nell"inchiesta. A margine una curiosità: nonostante i nomi dei due fossero stati già fatti ieri dal quotidiano "Il Mattino", gli organi di informazione molisani hanno fatto finta di non sapere. In alcuni importanti telegiornali di emittenti "libere" la notizia non è stata proprio data, alcuni giornali si sono limitati a parlare di un consigliere regionale senza specificare né il partito di appartenenza e né, naturalmente, il nome. L"edizione molisana de "Il Tempo" ha pubblicato i nomi anche se in un articolo non molto ampio, in un sottospalla. In altre occasioni (ricordiamo, ad esempio, quando fu data la notizia che ad essere indagato era il consigliere regionale di centrosinistra, Pierpaolo Nagni) invece lo spazio e l"attenzione degli organi di informazione molisani furono molto più grandi. Certe volte la distrazione gioca brutti scherzi. Non è vero?

(Campobasso, 29 novembre 2002)


 Inchiesta sulla maxi-truffa, Molinaro annuncia: spiegherò tutto @ 0.46.38
di Fabio Lucidi

Proprio nel giorno in cui è stata pubblicata da più parti la notizia del suo interrogatorio (nel quale si è avvalso della facoltà di non rispondere), Antonino Molinaro, consigliere regionale di Forza Italia, ha diffuso un comunicato stampa. "Nei giorni scorsi ho appreso, - scrive Molinaro - con enorme sorpresa ed attraverso la lettura di alcuni giornali, di un mio presunto coinvolgimento in indagini di Polizia riguardanti una vicenda attinente la cosiddetta "riforestazione". Alla luce di questo mi preme rassicurare i miei elettori e gli organismi istituzionali ai quali appartengo che, a tutt"oggi, non ho notizia alcuna in merito. Nella massima fiducia che nutro nella magistratura e negli stessi organi di stampa sono sicuro che si assumeranno condotte di assoluto rispetto dei ruoli e che speculazioni di qualsiasi genere rimarranno estranee alla vicenda. Nei prossimi giorni, e non appena avrò notizie dirette in merito, sarò disponibile a fornire tutti i chiarimenti del caso". Nelle prossime ore, dunque, Molinaro potrebbe spiegare cosa sta accadendo dicendo quello che non ha voluto dire ai magistrati che lo hanno interrogato insieme ad Antonio Di Marzio, il presidente della Confcooperative Molise ed imprenditore nel settore dell"agroalimentare, che è l"altro indagato in questa delicata inchiesta. Cominciano comunque a chiarirsi i contorni del filone di indagine che riguarda i due imprenditori molisani, entrambi impegnati ai vertici di una delle più importanti cooperative del Molise. Infatti si è appreso che da pochi giorni quattro procure della Repubblica - Roma, Ancona, Macerata, Campobasso - hanno aperto fascicoli trasmessi, per competenza da Salerno, su truffe miliardarie consumate con le false cooperative e le false fideiussioni per incassare denaro contante. Il fascicolo che è in mano ai magistrati campobassani riguarderebbe proprio l"attività imprenditoriale di Molinaro e Di Marzio.

(Campobasso, 30 novembre 2002)


novembre 30, 2002
 Truffa con una falsa eredità, denunciata una ragazza @ 16.42.56
di Mario Di Mare

Una coppia di abili truffatori. Per il momento la Polizia ne ha identificato solo uno. Anzi una perché si tratta di una donna che è stata denunciata a piede libero. E" una ragazza di Roma di 23 anni che ha raggirato numerose anziane signore a Roma e dintorni arrivando a colpire, con un suo complice ancora sconosciuto, anche in Molise. E" quello che sostengono gli investigatori della Squadra Mobile di Isernia secondo i quali la ragazza avrebbe "alleggerito" una anziana donna isernina di alcune migliaia di euro con un sistema ingegnoso ma adatto sicuramente per persone ingenue. L"anziana l"8 agosto scorso fu avvicinata da una ragazza che chiedeva informazioni di un certo medico che, morto, aveva lasciato una eredità da devolvere ai bambini poveri. Mentre la truffatrice e la sua vittima discutevano, sulla scena compariva il complice che, facendo finta di passare di lì per caso, si qualificava come avvocato intervenendo nella discussione. Facendo un giro di telefonate fasulle tra presunte Asl, presunti familiari e presunti notai, il sedicente avvocato informava la ragazza che poteva consegnare i soldi dell"eredità - che la truffatrice diceva di avere con sé - ad un notaio a patto che davanti allo stesso notaio comparissero due persone a fare da "testimoni" e anche da garanti. Queste persone, però, avrebbero dovuto mostrare al notaio di possedere un po" di soldi in contanti. Lui, lo pseudo-avvocato, si offriva come testimone, visto che si trattava di un"opera benefica. Così l"anziana signora si lasciava convincere a fare anche lei da testimone ma, non avendo soldi a disposizione, si faceva accompagnare alle Poste a ritirare i suoi risparmi. Quindi il terzetto si recava nello studio di un notaio. Ma, prima di entrare, il finto avvocato si ricordava che era necessario acquistare due marche da bollo. Così veniva dato l"incarico all"anziana donna di recarsi al più vicino tabacchino. La vittima, ignara di quanto stava per accaderle, lasciava i risparmi nelle mani della coppia e andava a comprare le marche. Ma, al ritorno, erano spariti sia la coppia sia i soldi. Solo in quel momento la malcapitata ha realizzato ciò che le era accaduto. La denuncia, sporta quasi immediatamente in Questura, ha dato il via alle indagini che hanno portato, dopo oltre tre mesi di lavoro, ad identificare la ragazza. Adesso i poliziotti sono sulle tracce del suo complice.


novembre 29, 2002
 Interrogato in carcere l'omicida arrestato a Venafro @ 22.10.12
di Fausto Franceschi

E" crollato quasi subito. Massimo Cifelli, nella caserma dei Carabinieri di Venafro, alla fine ha confessato: "Sì è vero, l"ho uccisa io". L"uomo, 48 anni, piccolo imprenditore, era stato da poco arrestato dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Venafro con l"accusa di aver uccidio Giovanna Giulia Parra, una ragazza di 29 anni cittadina colombiana, con la quale da qualche tempo aveva un rapporto sentimentale. La donna lavorava come segretaria in una azienda di Cervaro, piccolo centro in provincia di Frosinone, a pochi chilometri dal confine con il Molise. Lui è di Mignano Montelungo, in provincia di Caserta. Mignano Montelungo, Cervaro e Venafro distano tra di loro pochi chilometri. Cifelli è stato arrestato a Venafro. Era ricercato da tre giorni, da quando il corpo della donna era stato trovato senza vita ad Avezzano. Infatti i due si incontravano nella cittadina abruzzese, dove la ragazza, nei fine settimana, faceva l"entreneuse in un locale notturno. Qui si erano conosciuti. Qui era iniziato il loro rapporto. Cifelli, secondo la ricostruzione degli investigatori, aveva perso la testa. Per la donna, invece, era forse uno come gli altri. E" stata forse proprio la gelosia a far scattare il raptus di violenza che ha indotto l"imprenditore campano a prendere un coltello ed a sgozzare Giovanna Giulia Parra. Subito i sospetti sono caduti su Cifelli che però aveva fatto perdere le sue tracce, rafforzando così la convizione degli inquirenti. L"uomo, al momento dell"arresto, si trovava vicino alla stazione ferroviaria di Venafro. Probabilmente voleva disfarsi dell"auto per continuare la fuga in treno. Una pattuglia di carabinieri lo ha notato, gli ha chiesto i documenti e, rendendosi conto del suo stato di agitazione, lo ha accompagnato in caserma per accertamenti più approfonditi. I militari del maresciallo Di Napoli hanno capito a quel punto chi era quest"uomo caduto nella loro rete. Hanno effettuato una doppia perquisizione: personale e dell"auto. Sul mezzo i carabinieri hanno notato tracce di sangue. Quindi l"uomo è stato interrogato. Prima è caduto in contraddizione e poi ha confessato di essere l"autore dell"omicidio. I carabinieri di Venafro hanno contattato i colleghi di Avezzano. Massimo Cifelli è stato rinchiuso nel carcere di Isernia a disposizione del sostituto procuratore del posto, il dottor Gaeta. L"auto è stata sequestrata.
In Molise si sono precipitati i carabinieri di Avezzano, insieme al sostituto procuratore della Repubblica, Maurizio Maria Cerrato, che conduce l"inchiesta. Ieri pomeriggio l"uomo è stato già interrogato dai magistrati abruzzesi. Massimo Cifelli, 48 anni, è titolare di una piccola azienda che effettua allestimenti di luminarie. Si era separato da tempo dalla moglie, dalla quale ha avuto due figli. Nell"ultimo periodo viveva a casa della madre. La sua relazione con la 29enne colombiana era nota a tutti nel suo paese. Dieci mesi fa, però, Giovanna Giulia Parra aveva deciso di interrompere la loro relazione. Voleva vivere in maniera diversa e per questo aveva già chiesto e ottenuto il ricongiungimento familiare con la figlia undicenne rimasta in Colombia.


novembre 28, 2002
 Maxi-inchiesta in Campania, Puglia e Molise: indagato anche il consigliere Molinaro @ 22.51.07
di Fabio Lucidi

C"è anche il consigliere regionale di Forza Italia del Molise, Antonino Molinaro, tra gli indagati nella maxi-inchiesta della Procura di Salerno su una presunta associazione a delinquere che avrebbe gestito i fondi per l"alluvione che ha colpito la Campania nel 1998 e quelli destinati agli appalti per la riforestazione. La notizia l"ha data "Il Mattino" di Napoli nell"edizione di oggi. Il giornale campano ha anche rivelato il nome dell"altro indagato molisano. Si tratta di Antonio Federico Di Marzo, che però "Il Mattino" indica erroneamente come "consigliere comunale di Forza Italia a Campobasso". Si tratta invece di un consigliere comunale in un centro della provincia di Campobasso. Il quotidiano non specifica quali sono i reati contestati ai due, che operano nel settore delle imprese cooperative. L"inchiesta è comunque "trasversale". Gli indagati appartengono ad entrambi gli schieramenti politici. In carcere sono finiti il funzionario del ministero politiche agricole in servizio al commissariato dell’ex Agensud (la struttura che ha erogato i miliardi per la forestazione), Luigi Capponi, l’imprenditore salernitano Luigi Liguori, un manager della cooperazione, Adriano Gallevi, un dipendente dell’impresa Liguori, Ciro Bove, il geometra Bartolo Scandizzo.
Domiciliari invece per altre 13 persone, tra le quali il sindaco di Camerota, Antonio Troccoli (Polo), di Giffoni Valle Piana, Ugo Carpinelli (Ds), il consigliere provinciale Giulio D’Arienzo (Margherita), Raffaele Liguori, da quarant’anni imprenditore della forestazione, Giorgio Lenzi, agronomo e amministratore della società Interservice, Francesco Raviele, Gennaro Ruozzo, tecnico presso il comune di Giffoni Sei Casali, Sebastiano Taini, amministratore di una società di impianti. Tra i 120 indagati vi sono il direttore del dipartimento del ministero delle politiche agricole Vincenzo Pilo (sospeso dai pubblici uffici per due mesi), il comandante del Corpo Forestale dello Stato, generale Giuseppe Di Croce, l’ex assessore regionale all’agricoltura della Campania, Antonio Lubritto, l’attuale coordinatore dello stesso assessorato Antonio Falessi, Giuseppe Gramegna, imprenditore di Altamura. Dalle indiscrezioni trapelate sembra che Molinaro e Di Marzo siano coinvolti nelle indagini con un ruolo marginale e comunque per la loro attività di imprenditori e non di politici in particolare per quanto riguarda contributi statali erogati ad alcune cooperative agricole impegnate nella valorizzazione dei prodotti tipici. I filoni dell"inchiesta, come detto, riguardano la riforestazioni delle zone alluvionate con 200 miliardi affidati, a trattativa privata, ad una sola impresa, quella della famiglia Liguori. Ma nel mirino degli inquirenti sono finiti anche marchi doc, cooperative agricole e tangenti: amministratori e alti funzionari ministeriali sono finiti nello scandalo degli appalti proprio per la forestazione in 159 comuni della Campania, prevalentemente in provincia di Salerno e Avellino, e per la promozione dei prodotti agricoli. Ai politici coinvolti, secondo le indagini, non sono state passate mazzette di danaro ma assunzioni di forestali garantite dall’impresa Liguori. Ma dall"inchiesta è emerso anche uno scenario inquietante: decine di incendi boschivi che hanno ridotto in cenere centinaia di ettari di vegetazione in Campania, sarebbero stati appiccati ad arte per ottenere gli appalti della successiva riforestazione. I reati contestati vanno dall"associazione a delinquere finalizzata alla truffa alla malversazione, dalla corruzione al falso. Molinaro è, tra l"altro, presidente di Commissione Ordinamento e Organizzazione Amministrativa del Consiglio. Secondo alcune voci, alla luce del suo coinvolgimento nell"inchiesta, Molinaro potrebbe dimettersi dalla presidenza, rimanendo al suo posto di consigliere. Non è il primo caso, in questa legislatura, di consigliere regionale in carica finito sotto inchiesta. In precedenza anche il consigliere della Margherita, Pierpaolo Nagni, è stato coinvolto in una indagine giudiziaria che riguarda la sua precedente attività politica.


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