dicembre 12, 2002
 Pubblicati gli atti del convegno sugli Italiani nel mondo @ 0.13.55
di Barbara Bertolini

Sono stati pubblicati gli atti del Convegno della Prima conferenza degli italiani nel mondo che si è svolta a Roma in Campidoglio il 13 dicembre del 2000 dal titolo: “Italiani nel mondo: una risorsa per l’informazione”, a cura del Ministero degli Affari interni

Il percorso preparatorio a questa conferenza è partito da lontano, poiché ha interessato i cinque continenti toccati dall’emigrazione italiana (Montevideo, Melbourne, Toronto, Berlino e Pretoria), e ha coinvolto non solo quanti hanno animato questi incontri, ma comunità sparse in ogni parte del mondo, discendenti di italiani, istituzioni, enti e associazioni, tutti impegnati a confrontarsi con il presente e ricercare nuove vie e obiettivi per crescere insieme promuovendo rinnovata solidarietà e nuove sinergie. Questa prima conferenza, con l’intervento di personalità operanti in Italia e all’estero, è stata l’occasione per dar voce all’”altra Italia fuori dall’Italia” a dibattere problemi e a indicare possibili soluzioni. Ma soprattutto ha stimolato una presa di coscienza di questa realtà – non sempre pienamente percepita in Italia - organizzando laboratori dedicati alla scienza, alla cultura, all’economia, alla solidarietà e in particolar modo all’informazione

Anche il Molise è stato una tappa fondamentale di questo percorso, poiché la nostra regione ha ospitato il Convegno dei giovani di origine italiana, mentre Lecce ha accolto il Convegno delle donne oriunde e a Roma, prima della tappa conclusiva, si è tenuta la Conferenza dei Parlamentari di origine italiana.

La pubblicazione di questi atti si propone come strumento per un’ulteriore riflessione e, in particolare, come stimolo a un impegno per realizzare gli obiettivi e le indicazioni che la Conferenza ha fatto emergere.


dicembre 2, 2002
 Letteratura come autobiografia: incontro con Rimanelli @ 3:54:33 PM
di a cura della redazione

La Provincia di Campobasso - Centro di studi sui molisani nel mondo - ha organizzato, nell’ambito del progetto “Molise fuori dal Molise”, l’incontro con il prof. Giose Rimanelli, nativo di Casacalenda. E’ Professore Emerito d’Italiano e Letteratura Comparata all’Università di Stato di New York ad Albany. Il tema dell’incontro sarà: Letteratura come autobiografia in programma martedì 3 dicembre 2002 presso la Sala conferenze della Biblioteca provinciale “P.Albino”.

La Provincia di Campobasso
Centro Studi sui Molisani nel Mondo

con il patrocinio della Regione Molise
in collaborazione IRRE-Molise
e con l’Università della Terza Età

organizza nell’ambito del progetto
“Molise fuori dal Molise”
l’incontro con Giose Rimanelli sul tema:

“Letteratura come autobiografia”

Campobasso 3 dicembre
Sala Conferenze Biblioteca “P. Albino”

Ore 10,30: Incontro con gli studenti
Interventi:
Antonio Di Nunzio
Giuseppe Chiappini

Ore 17,30: Incontro pubblico
Interventi:
Luigi Fontanella
Sebastiano Martelli

Saranno presenti:
Antonio Chieffo
Augusto Massa
Giuseppe Chiappini


novembre 23, 2002
 Seconda edizione del premio letterario della Canadian Writers @ 7:37:46 PM
di Giovanna Bertini

L’Associazione degli scrittori italo-canadesi (Canadian Writers – AICW) in occasione della seconda edizione dell’assegnazione del suo premio letterario, bandisce un concorso per un’opera inedita scritta in inglese francese o italiano. Possono essere presentati romanzi, poesie o saggi con un limite di 2000 parole per i romanzi o saggi e 40 righe per le poesie.
Le persone interessate dovranno inviare entro il 2 aprile 2003, tre copie dattiloscritte che non saranno restituite.
Poiché le opere dovranno pervenire anonime, l’autore non deve menzionare il suo nome sul dattiloscritto ma allegare una busta chiusa con dentro il proprio nome e il titolo del lavoro. Mentre su ogni pagina, scritta a spaziatura doppia, deve essere indicato il titolo. Sono accettate varie proposte ma devono essere rigorosamente inedite. La tassa d’iscrizione è di 20 dollari canadesi per ogni opera o per tre poesie, da versare all’Associazione of Italian-Canadian Writers.
Il premio è di 100 dollari per categoria e una menzione d’onore. Inoltre il nome dei vincitori sarà pubblicato sul sito dell’AICW (www.aicw.ca) e sulla newsletter dell’associazione. L’opera sarà pubblicata sul magazine “ACCENTI”. Per maggiori informazioni: e-mail Venera Fazio (venera@ebech.net).
Inviare i manoscritti e la tassa d’iscrizione a The Association of Italian-Canadian Writers, c/o Delia De Santis, 2961 Delia Cres., Bright’s Grove, ON, Canada NON ICO.


ottobre 12, 2002
 Pietro Corsi, un molisano puro e duro @ 6:47:34 PM
di Barbara Bertolini

UN MANAGER DI SUCCESSO
E’ un letterato molisano-americano ma potrebbe essere il perfetto “ambasciatore” che sta cercando Berlusconi perché ne rispecchia appieno il profilo. Pietro Corsi, nato a Casacalenda, il paese dei letterati, emigrato nel 1959 in America, è stato innanzi tutto un manager che ha saputo portare al mulino “Italia” tanta acqua. Infatti, divenuto dirigente di una compagnia crocieristica, la mitica Princess Cruises di Los Angeles, promosse la cucina italiana sostituendo tutti i cuochi in prevalenza cino-canadesi con cuochi italiani, convinto che fossero i soli a poter produrre menu internazionali degni di navi di lusso. La scelta di Corsi, inaugurò la tradizione italiana in quella compagnia. Sono migliaia attualmente i cuochi italiani che si sono succeduti da allora sulle sue navi. Ma non solo, grazie alla sua mediazione la società commissionò alla Fincantieri di Monfalcone due navi gemelle disegnate da Renzo Piano, la “Crow Princess” e la “Regal Princess” e successivamente tutta una nuova flotta ancora oggi in costruzione. Un colpo di fortuna in quel periodo gli arrivò inaspettatamente dalla soap opera “The Love Boat” che fu girata sulla Princess Cruises. Quel programma televisivo attirò, infatti, sulle sue navi migliaia di turisti desiderosi di rivivere le esperienze dei protagonisti di quella trasmissione di successo. E fu proprio il casacalendese Corsi a contribuire al successo della compagnia americana, divenuta una delle più grandi del mondo.

UN MOLISANO INTRAPRENDENTE
Ma torniamo indietro ed andiamo a vedere la vita di questo personaggio dai modi garbati, sensibile e intriso di “molisanità” fino alla radice dei capelli. Cresciuto nel retroterra molisano umile e contadino affrontò grandi sacrifici prima di raggiungere una posizione di prestigio. Abbandonò, infatti, gli studi per lavorare come tirocinante presso notai. Poiché era intelligente e pieno di voglia di fare, iniziò contemporaneamente una collaborazione con le pagine regionali dei quotidiani “Il Tempo”, “Il Messaggero”, “Paese Sera”. Si trasferì quindi a Roma dove aprì uno studio di dattilografia e traduzioni. Qui venne in contatto con il mondo del cinema e della radio che gli commissionarono le traduzioni dei copioni cinematografici. Collaborò poi con il paroliere napoletano Michele Galdieri alla creazione di diversi programmi radiofonici come il “Cantagiro d’Italia”, “Sorella Radio” che ottennero in quegli anni un enorme successo di pubblico.

LO SCRITTORE
Ciò non bastava tuttavia a farlo campare decentemente, per questo decise di raggiungere il fratello che lavora in Canada. A Montreal si mise subito in contatto con il giornale in lingua italiana “Il cittadino canadese”. Un suo racconto pubblicato a puntate e che narrava la storia di un povero emigrato molisano ottenne un gran successo. Questo racconto fu poi successivamente pubblicato dall’editore Nocera con il titolo “La Giobba”. Corsi, nonostante tutto, non si sentiva ancora pienamente soddisfatto della sua vita, anche perché fare il giornalista “etnico” non pagava molto e, in America, il prestigio è una questione di soldi: vali quanto guadagni!
E così, siamo alla fine del ’60, lasciò Montreal per New York dove trovò imbarco su una nave come commissario di bordo. Un mestiere che gli permetteva di viaggiare, di vedere nuovi mondi. Ma il paese dove approdò, quello che affascinò Pietro Corsi fu il Messico. Sarà anche una messicana a conquistare il suo cuore, una ragazza di Mazatlan, Elsa Gama Olmos, che sposerà e gli darà due figli, Giampiero e Giancarlo. Il Messico ispirerà anche il suo secondo libro, “Ritorno a Palenche”.
Fu a questo punto che Corsi entrò a far parte della compagnia crocieristica e ne scalò il vertice fino alla carica di vicepresidente esecutivo. E poiché per lui tutto è business, da quest’esperienza trasse libri didattici e di cucina, perché il nostro, da buon italiano, di gastronomia se ne intende davvero.

ALLA RICERCA D’ ISPIRAZIONE TRA IL MOLISE E L’AMERICA
Dal suo pensionamento vive tra l’America e il Molise dove, fino a pochi mesi fa l’aspettava con trepidazione la vecchia madre. Per il suo ultimo romanzo si è ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto a Casacalenda negli anni ‘50. “Omicidio in un paese di cacciatori” (edizioni Enne – prefazione di Sebastiano Martelli), ottiene un notevole successo di vendite. La seconda edizione è stata ristampata a soli due mesi dalla prima.
Ora Pietro Corsi sta lavorando ad un progetto ambizioso, rivalutare la figura del missionario Raffaele Piperni, originario del suo paese e che fondò la congregazione dei Salesiani in Messico e San Francisco. Un molisano puro e duro che alla fine del secolo scorso, seguendo l’esempio di Don Bosco, con cui ebbe anche rapporti epistolari personali, riuscì a realizzare oratori e ad aiutare tanti italiani emigrati negli Stati Uniti.


settembre 25, 2002
 Chieffo all'Assemblea annuale della Feam @ 17.54.40
di Ufficio Stampa Giunta Regionale

L"assessore all"emigrazione, Antonio Chieffo, ha partecipato in rappresentanza della Regione Molise all"Assemblea annuale della FEAM (Federazione delle Associazioni molisane d"Europa) tenutasi a Basilea.
Nel corso dell"incontro i rappresentati della FEAM, in particolar modo il Presidente Saverio Iacobucci e il vice Presidente Berardi, hanno chiesto all"assessore di apportare alcune modifiche alla legge regionale sull"Emigrazione per rilanciare le attività associazionistiche della Federazione a livello continentale.
I rappresentanti della FEAM hanno anche evidenziato all"Assessore le difficoltà di comunicazione con le istituzioni regionali e locali.
In proposito l"Assessore Chieffo, dopo aver relazionato sulle attività poste in essere negli ultimi mesi dal Consiglio Regionale per i corregionali residenti all"estero, si è detto pienamente disponibile a studiare e mettere in atto idee e progetti che facilitino l"attività delle associazioni dei molisani favorendo lo scambio continuo di informazioni con le istituzioni regionali mediante il prossimo inserimento nel sito ufficiale della Regione Molise di alcune pagine speciali dedicate all"emigrazione.
Chieffo infine ha voluto esprimere la propria soddisfazione per l"entusiasmo e le dimostrazioni d"affetto rivoltegli da tutti i partecipanti (provenienti per l"occasione da ogni parte d"Europa), ed ha ribadito la volontà della Regione Molise di accedere alle richieste fattegli circa l"organizzare nel Molise di un incontro con i rappresentanti dei giovani corregionali residenti all"estero per riallacciare e rafforzare i rapporti delle nuove generazioni con la terra d"origine.
Successivamente l"Assessore è partito per Zurigo dove ha presenziato alla festa annuale dell"AREM (Associazione Regionale, emigrati molisani).


settembre 18, 2002
 E' di Campobasso il sindaco di Sterling Heights (Usa) @ 23.51.54
di a cura della redazione

E" originario di Campobasso ed è uno di quei figli e nipoti di emigranti molisani che in giro per il mondo hanno fatto molta strada nella vita. Si chiama Richard J. Notte ed è il sindaco di Sterling Heights, cittadina del Michigan (USa). Notte è stato ricevuto oggi dal suo collega di Cassino Bruno Scittarelli. Un"occasione nella quale, a pochi chilometri di distanza dal confine con il MOlise, Notte ha ricordato di essere nato a Campobasso, da dove la sua famiglia si trasferì nel Michigan, dove ha fatto fortuna nell"attività edile fino a diventare il primo cittadino della sua città che conta oltre 124.000 abitanti, moltissimi dei quali originari dei comuni di Cassino e Pignataro Interamna, altro centro del basso Lazio.

(Cassino, 16 settembre 2002)


settembre 11, 2002
 Il Premio Bressani a due scrittori molisani @ 22.09.36
di Barbara Bertolini

Due molisani, Pietro Corsi e Antonio D’Alfonso sono i vincitori quest’anno del premio “Bressani” assegnato dall’Associazione degli scrittori italo-canadesi (AICW) a Vancouver in Canada. Pietro Corsi originario di Casacalenda e Antonio D’Alfonso di famiglia oriunda di Guglionesi e Vasto, hanno ricevuto l’ambito premio ex equo per il settore narrativa. L’opera di Corsi “Winter in Montreal”, traduzione del libro “La Giobba” pubblicato anche in Molise dalle Edizioni Enne, è un racconto sull’emigrazione molisana iniziato a puntate sul giornale “Il cittadino canadese” negli anni ’60 e che, a distanza di tempo continua ad appassionare i lettori.
Antonio D’Alfonso, personalità versatile del mondo letterario canadese, ha vinto il premio ex aequo con “Fabrizio’s passion”, un romanzo che esplora, sotto diversi aspetti, la condizione di una famiglia italiana che vive in America del Nord, ed offre uno spaccato del suo adattamento in una società multiculturale. D’Alfonso è anche editore, la sua casa editrice Guernica, che pubblica soprattutto opere di scrittori di origine italiana, ha fatto l’en plein quest’anno al premio di Vancouver, dimostrando di svolgere in pieno il suo ruolo di sostegno e diffusione della cultura etnica.
Tra gli altri premiati: primo premio per “racconti brevi” a Penny Petrone, mentre il primo premio per la poesia è andato a Fulvio Caccia.
La Cerimonia di premiazione si svolgerà il 14 settembre presso il Centro culturale Italiano di Vancouver in Canada.


agosto 9, 2002
 Riconoscimento della Regione per Franco Narducci @ 0.46.15
di a cura della redazione

La Regione Molise ha consegnato oggi, nel corso della seduta del Consiglio, una targa al segretario generale del Consiglio generale degli italiani all"estero, Franco Narducci. Narducci, molisano di origine, da anni è impegnato nell"associazionismo e nel sostegno degli italiani nel mondo. La targa consegnata oggi è un riconoscimento alla sua attività che ha dato prestigio al Molise.


luglio 27, 2002
 Samnite Award, riconoscimento a Giovanni D'Amato. La Regione annuncia un museo itinerante dell'emigrazione @ 12:29:46 AM
di Mirella Bandi

Nel corso di una toccante cerimonia è stato assegnato dall"associazione canadese "Molise Trust", d"intesa con le Camere di commercio di Campobasso ed Isernia, alla memoria a Giovanni D"Amato il "Samnite Award", il riconoscimento riservato ai molisani nel mondo che hanno dato lustro alla loro regione. La cerimonia si è tenuta presso la sede del Consiglio regionale. D"Amato, imprenditore di origini molisane, è morto di recente in Canada, il paese dove aveva costruito un piccolo impero. Nel corso della cerimonia l"assessore regionale ai molisani nel Mondo, Antonio Chieffo, ha annunciato che la Regione intende dare vita ad una mostra itinerante sull"emigrazione. L"iniziativa, che avrebbe il patrocinio della Regione, si sostanzierebbe in un vero e proprio museo itinerante dell"emigrazione intitolato proprio a Giovanni D"Amato. Questa iniziativa dovrebbe essere accompagnata dalla creazione di una fondazione promossa dai familiari di Giovanni D"Amato. La caratteristica peculiare di questo museo, costituito da foto, documenti e oggetti dell"emigrazione, è che esso verrebbe allestito su un treno speciale, messo a disposizione delle Ferrovie dello Stato.


giugno 5, 2002
 Crisi in Argentina, mozione di Di Lisa @ 19.34.59
di Marco Ceravolo

Una mozione sulla situazione di crisi in Argentina è stata presentata in Consiglio regionale da Domenico Di Lisa, consigliere di "Unità a Sinistra". Con il documento, Di Lisa impegna il presidente della Giunta, Michele Iorio a "battersi nelle sedi istituzionali affinché siano modificate radicalmente le condizioni dei finanziamenti ad esso diretti". Secondo Di Lisa sarebbe opportuno cancellare una parte del debito pubblico contratto dall"Argentina nei confronti dell"Italia. Di Lisa ha chiesto poi di "istituire, d"intesa con le altre Regioni che offrono maggiori opportunità occupazionali e con il ministero del Lavoro, un osservatorio sul mercato del lavoro in Italia in grado di dare indicazioni, informazioni ed assistenza a quegli emigrati molisani che vogliono tornare in Italia per motivi di lavoro" e di "verificare, d"intesa con il ministero della Salute, le altre Regioni e le organizzazioni del volontariato che operano nel settore sanitario, la possibilità di creare centri di assistenza medica in Argentina per quei connazionali, soprattutto anziani e bambini, che hanno bisogno di cure che oggi non si possono permettere".


May 18, 2002
 Ventidue molisani su cento scelgono di emigrare @ 6:07:00 PM
di Mauro Malvesin

Sono oltre quattro milioni gli italiani che vivono all"estero. La maggior parte di loro proviene dal Mezzogiorno d"Italia, a conferma del fatto che ancora oggi per molti giovani del Sud l"emigrazione rimane l"unica strada possibile per costruirsi una vita dignitosa.
I dati, aggiornati a marzo 2002, sono stati illustrati oggi pomeriggio a Londra in occasione del convegno «Gli italiani in Gran Bretagna e nel mondo», promosso dal Cnel con il patrocinio dell"Ambasciata e del Consolato italiano.
Si tratta di una ricerca condotta dalla «Fondazione Migrantes» e dalla «Caritas» di Roma.
E" il Molise la regione d"Italia che presenta la percentuale più significativa di cittadini emigrati rispetto ai cittadini residenti: ben ventidue molisani su 100 emigrano, il doppio del dato di tutto il Sud nel quale sono 11 su 100 gli italiani che lasciano il loro paese. Percentuali dimezzate invece al Centro-Nord. Fra le regioni del Nord è il Friuli Venezia Giulia la regione maggiormente toccata dal fenomeno migratorio (13,8%) , mentre le Marche con il 6% guidano l"esecito delle regioni del Centro.
Ragionando però sul totale degli italiani all"estero il quadro cambia;il primo posto spetta infatti ai siciliani, con il 17,9%, per lo più sono distribuiti in Germania, Francia, Belgio e Stati Uniti, mentre l"ultimo posto è dei valdostani, con lo 0,2% di emigrati.
La maggior parte dei nostri connazionali (55,5%)) rimane comunque in Europa, mentre fuori dal continente europeo è l"America Latina la destinazione più gettonata (30,2%). Pochi gli italiani che scelgono l"America del Nord (8,8%) e ancora meno quelli che emigrano in Oceania (3,1%).
E" praticamente irrilevante, infine, in termini percentuali la presenza di connazionali in Africa (1,7%) e in Asia (0,7%).
Una curiosità: fra i paesi europei è la Germania ad ospitare il maggior numero di italiani (698.799) mentre fuori dall"Europa i nostri connazionali hanno preferito l" Argentina (601.658). Seguono la Svizzera (525.383), la Francia (379.749), il Brasile (300.323), il Belgio (281.017), gli Stati Uniti (214.676), la Gran Bretagna (156.776), il Venezuela (134.678), il Canada (137.324) e l"Australia (122.843).



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April 22, 2002
 Da Cercemaggiore alla Pennsylvania @ 7:15:44 PM
di a cura della redazione di Millemetri

Il 1 Maggio 2002 una delegazione di Millemetri -la rivista di Cercemaggiore- composta da Giovanna Sanzò, Laura D’Amico e Michelangelo Di Niro, raggiungerà la Pennsylvania per completare il progetto “Millemetri Stars and Stripes- Extra Edition”. Esso, come si deduce dal titolo stesso, prevede la realizzazione di un numero speciale concepito integralmente a Greensburg, in lingua inglese ma con sommari in italiano. I contenuti riguarderanno la comunità cercese della città statunitense. La gia funzionante redazione mista Cercemaggiore Greensburg deve ora portare a termine questa edizione tutta stelle e strisce che sarà recapitata, tra gli altri, a tutte le associazioni dei molisani nel mondo e deve provvedere ad organizzare una serie di altre manifestazioni culturali (mostre, incontri, ecc.). È il modo scelto dai Cercesi per rafforzare i legami con una delle più consistenti e antiche comunità all’estero. Il progetto è patrocinato dal Comune di Cercemaggiore e da quello di Greensburg ed è stato cofinanziato dalla Regione Molise. Per ulteriori informazioni visita il sito http://www.millemetri.com o scrivici starsandstripes@millemetri.com


March 15, 2002
 Una testimonianza dall'Argentina: malediciamo l'ora di aver creduto in questo paese @ 10:38:44 PM
di a cura della redazione

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo la testimonianza di una molisana residente in Argentina da anni che ha avuto occasione di partecipare ad alcune iniziative della delegazione molisana nel paese sudamericano. La pubblichiamo integralmente. Volutamente non abbiamo voluto correggere gli errori.

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Carissimo,
Finalmente mi sono recata alla riunione tenuta con la delegazione molisana. Ti lascio imaginare l’affluenza di molisani, tanto è vero che, arrivati a giusto orario, appena abbiamo trovato posto molto indietro. Comunqne abbiamo ascoltato bene gli oratori che sono arrivati in ritardo.
Per primo si é espresso Chieffo : mi sembrava di vedere e ascoltare te tanto dinamico e chiaro nel suo discorso. Lo hanno seguito altri , fra i quali un sindacalista della CGL e un altro di cui non ricordo il nome.Nel mentre, siccome Chieffo aveva dato via libera a chi volesse esprimere il suo problema, ne é seguito un bombardamento di tristi relati che non so fino a che punto dovrebbe, potrebbe e non, la nostra regione considerare. Obviamente quí, pur essendo italianissimi , abbiamo fatto Patria col nostro onesto lavoro, quindi sarebbe doveroso che il goberno argentino una volta per sempre si decidesse a fare qualcosa di buono.Uno della delegazione, quello che non mi sorviene il nome, ha detto bene che non dobbiamo perdere il coraggio di ricominciare di nuovo con le piccole imprese ormai distrutte. Evidentemente questo signore male conosce la nostra realtá.
A questo punto, non avendo voluto interrompere il suo discorso con prepotenza come ha fatto il resto ho chiesto la parola alzando la mano, cosa che non mi é stata concessa e mi aveva visto.
Comunque in seguito e con coraggio c"è stato un connazionale che nel suo arrangiato italiano ha espresso tutti i problemi che abbiamo, che nessuna, neanche la piú piccola impresa si puó riprendere oggi avendo il governo confiscato ogni risparmio. Ci troviamo tutti in questa dura realtá e la disoccupazione va in crescita.
Malediciamo l’ora di aver creduto e avuto fiducia in questo paese; le tasse altissime che abbiamo pagato e i nostri dollari se li hanno rubati e mandati all’ estero, questa é la realtá.
In seguito hanno parlato gli ILLUSTRISSIMI nostri rappresentanti dell Urama, Comites, Federazione, manifestando i problemi che abbiamo. Come sono eruditi che si sono espressi in un pauperrimo italiano! Per tenerti informato, passando dalla realtá drammatica alla comica non pochi molisani se ne sono andati mentre dalla delegazione si chiedeva di rimaneree.
Ugualmente il tutto per me è stato positivo, la Regione saprá la nostra realtá. Personalmente mi sento in vergogna, conscia dí avere con honesto lavoro costruito in Argentina e sarebbe di questo gobernó obbligo nonchè dovere di fare cose posive e non distrutttive.
D`essere vero che potrà giungere aiuto materiale dalla Regione per favore assicuratevi che vada ai più bisognosi. Questo l`ho detto a Chieffo al quale mi sono presentata per salutare e mi ha risposto: "E quello é il fatto!”. Non abbiamo fiducia quí in nessuno!!!..... Ho salutato anche Folchi, impossibile Zollo sparito fra la folla che lo circondava. Li si vedeva stanchi, con giusta ragione!!!.
Possa il Signore illuminare i nostri governanti a risorgere da questa situazione angosciante.
Saluti a tutti di famiglia , un caro abbraccio.
(Maria, Mar de Plata)


March 14, 2002
 Giovanni Ariemma, un sammartinese in Canada @ 6:34:26 PM
di Caterina Sottile

Giovanni Ariemma é presidente e fondatore della Associazione Sammartinesi in Canada, fondata nel 1976 insieme a Giovanni Migliacci e Luigi Angiolillo. Mr Jhon Ariemma, Mr Angiolillo e mr Migliacci, oggi affermati “business men”, hanno voluto fortemente ricreare con San Martino in Pensilis un legame che la comunità italo-canadese non ha mai smesso di conservare. L’Associazione ha un comitato direttivo attivissimo, presente nella comunità canadese ed assolutamente riconoscibile per l’impegno e la costanza con cui diffonde la cultura italiana, molisana in particolare: Pino Sassano, Riccardo Sassano, Maria Petrone, Elisa De Rosa, Mario Sirignano, Elio Grillo, Nicoletta Catabbo, Augusta Vigliotti, Bernardetta Angiolillo sono i principali fautori di un progetto umano e culturale che porta la cultura italiana nella realtà politica e sociale del Canada; Un train d’onion scaturito dal lavoro, oggettivo ma anche etico, psicologico di italiani che hanno costruito la loro esistenza al di la’ ed a dispetto delle possibilità di partenza. Queste persone sono state sradicate dalla Terra d’origine ed hanno acquisito come propria la realtà canadese, operando in essa, interferendo attivamente ed in maniera costruttiva su di essa. Oggi vogliono recuperare il legame con l’Italia non per retorica nostalgia del passato ma perché hanno realmente e tangibilmente conquistato la maturità storica per guardarsi indietro senza dissociarsi dal loro presente. E’ come se finalmente potessero guardare il Tempo, le loro origini, la loro identità culturale senza dover abbassare lo sguardo. La Piazza intitolata ai sammartinesi in Canada é stata un’idea di Giovanni Ariemma: Piazza Canada’, con l’accento finale, come lo pronunciano i sammartinesi, un francesismo splendido che sa di Storia e di dolore, di speranze e di riscatto, di separazioni e di progresso e che oggi rappresenta il fulcro di una identità ritrovata che vuole raccontare e raccontarsi. Un’idea nata 1994 e realizzata dall’allora sindaco Luigi Di Bernardo. La proposta fu immediatamente accolta dall’intero Comitato, in particolare dall’organizzatore, Gennaro Sassano e, con l’unanime appoggio degli altri membri, Mr Ariemma si mosse per contattare il governo federale canadese, mediante il ministro Alfonzo Gagliano. Ai contatti formali seguirono i progetti concreti e la Piazza oggi é diventata il centro di quel desiderio di vicinanza che Giovanni definisce: ”Il legame che unisce Italia e Canada attraverso il canale umano della emigrazione...” Il 4 Ottobre prossimo ricorre il 26 anniversario della Associazione dei Sammartinesi in Canada e Giovanni Ariemma, a nome di tutti i componenti del Comitato vuole esprimere la riconoscenza al paese che li ha accolti allora e che oggi rappresenta il riferimento culturale e sociale dei figli di quegli italiani, di quei sammartinesi che sognano l’Italia parlando in inglese, pensando in inglese. Un pensare “cosmopolita” indotto dagli eventi, ma che é diventato integralmente parte della loro vita. La cultura della mobilità, la capacità e la forza dell’integrazione e della solidarietà tra le differenze per i nostri emigranti é un concetto acquisito, metabolizzato, così tanto stridente con le chiusure dei nuovi razzismi velati. Quest’anno, Piazza Canadà compie quattro anni e l’Associazione italo-canadese sta già preparando a Montreal la cerimonia commemorativa. Agli italiani che vivono in Italia, immersi nel mare dei mille problemi di una realtà complessa, tanto amore per questo Paese “difficile” probabilmente risulta incomprensibile. Eppure, al di là del mare, di quello vero, quello blu e profondo, milioni di italiani considerano l’essere nati qui un privilegio inconfutabile. Essere nati qui, fatalmente, vuol dire poter arrivare ovunque e non aver “paura di aver paura”, perché siamo abituati ad essere vivi, malgrado tutto.


March 7, 2002
 Molise fuori dal Molise, nuovi appuntamenti @ 7:46:00 PM
di a cura della redazione

Nell’ambito del progetto “Molise fuori dal Molise”, la Provincia di Campobasso – Centro Studi sui Molisani nel Mondo organizza, dopo l’incontro con il prof Carravetta dello scorso gennaio, il secondo incontro del 2002 con il prof. Sante Matteo.

La manifestazione, patrocinata dalla Regione Molise e in collaborazione con l’I.R.R.E. Molise e il Comune di Petrella Tifernina, si svolgerà nella giornate di lunedì 11 marzo e di martedì 12 marzo.
Il giorno 11 il prof. Sante Matteo incontrerà alle ore 10.30 gli studenti degli Istituti superiori del capoluogo presso la sala conferenze della Biblioteca provinciale “P.Albino” di Campobasso, mentre alle ore 17.30 sarà presso il Palazzo Girardi di Petrella Tifernina, in un incontro aperto a tutti.
Il giorno 12 il prof. Matteo incontrerà di nuovo il pubblico a Campobasso alle ore 17.30 presso la sala consiliare del Palazzo della Provincia.

Il progetto “Molise fuori dal Molise” ha lo scopo di promuovere degli incontri multidisciplinari con personalità molisane residenti all’estero.
L’argomento dell’incontro verterà sul tema: “Emigranti: piante sradicate o spore diffuse?

Sante Matteo nato a Petrella Tifernina nel 1948, emigra nel 1958 con la madre, Giuseppina Ruscitto, e la sorellina, Franca, per raggiungere il padre, Nicolino Matteo, a Quincy, Massachusetts, vicino a Boston, negli Stati Uniti. Dopo sette mesi la famiglia si trasferisce a Cleveland,nell"Ohio, dove si diploma nel 1967, per continuare successivamente gli studi.
Nel 1976 diventa docente universitario, prima alla Miami University (1976-1979), nell"Ohio, vicino a Cincinnati, poi alla Brigham Young University, nello Utah (1980-1989), ed infine di nuovo alla Miami, dove è attualmente professore ordinario di italiano ed insegna corsi di lingua e cultura, la Divina Commedia, la letteratura dell"Umanesimo e del Rinascimento, ed il cinema italiano.
Tra le sue pubblicazioni: Textual Exile: The Reader in Sterne and Foscolo (1985), The Reasonable Romantic: Essays on Alessandro Manzoni (1986), Italian Echoes in the Rocky Mountains (1990), e l’ultimo ItaliAfrica: Bridging continents and Cultures, / Italia Africa: due continenti si avvicinano(1999). Ha scritto, inoltre articoli e recensioni su riviste e giornali, ha partecipato ed organizzato incontri internazionali ed è attualmente direttore di Italian Culture, rivista della “American Association for Italian Studies”.


November 20, 2001
 Una borsa di studio a Toronto per Frank Colantonio @ 4:49:28 PM
di Barbara Bertolini

 Nel mese scorso la famiglia del molisano Frank Colantonio (nella foto) ha istituito alla York University di Toronto la borsa di studio "Frank and Nella Colantonio awards", assegnata nell"ambito degli studi italo-canadesi e destinata a studenti meritevoli di "Italian Studies" o "Canadian Studies". Franco Colantonio, nato a Montorio nei Frentani nel 1923 e morto a Toronto nel 1997, è stato uno dei pochi a raccontare la sua storia di emigrante in un libro "From the Ground Up: An Italian Immigrant"s Story" (1997 ed. Between the Lines, Toronto), tradotto in italiano da Gabriella Iacobucci e pubblicato nel 2000 dall"editore Iannone di Isernia con il titolo "Nei cantieri di Toronto". Durante la conferenza annuale italo-canadese del 27 ottobre scorso, al "Frank Iacobucci Center", situato presso il Dipartimento di Italianistica dell"Università di Toronto, la stessa Iacobucci ha presentato, ad un folto e attento pubblico, l"opera - tradotta - di Colantonio. Un libro introdotto anche nelle università del Canada poiché la storia di vita di Colantonio diventa anche la storia dell"emigrazione canadese, terra fatta da emigrati come Frank che, nella sua opera, ci offre l"esperienza di un espatriato impegnato nel settore edilizio durante i tempi difficili a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta nel Nord America. Sono pochissime le testimonianze di vita raccontate direttamente da questi viaggiatori con la valigia di cartone legata con lo spago, perché molti di loro partivano dall"Italia senza istruzione e, una volta arrivati nella terra promessa, li attendeva un duro lavoro che li stremava. La testimonianza di Frank Colantonio è stata possibile grazie alla sua volontà di migliorarsi continuamente. Infatti, arrivato in Canada nel 1949 con la sola licenza elementare, si iscrive subito ad un corso serale di inglese, perché capisce che la padronanza della lingua è indispensabile per integrarsi nel nuovo paese. Nel 1956, grazie a questa conoscenza, rara in quel periodo tra gli operai che lavorano in Canada, è assunto dal sindacato dei falegnami. Ed è a partire da lì che la sua testimonianza diventa interessante perché, con il tempo, acquisisce un ruolo rilevante nel sindacato a difesa dei lavorati immigrati. Dopo la pensione torna sui banchi di scuola iscrivendosi alla York University, dove frequenta un corso sulla storia canadese del lavoro tenuto, tra gli altri, da Craig Heron che lo incoraggia a pubblicare la sua testimonianza. Purtroppo Colantonio non e" vissuto abbastanza per vedere la nascita della sua opera. Ma il suo libro, scritto con il cuore, potrà raccontare ai nipoti degli emigrati italiani le esperienze difficili dei loro nonni. "Grazie Franco per questo suo libro col quale ci fa partecipare alle esperienze della sua vita di emigrante - vita fatta di lavoro e di famiglia, di sacrificio e di lotta che non esito a definire eroica", scrive nella prefazione la studiosa canadese Franca Iacovetta, figlia di emigrati molisani.
(Campobasso, 20 novembre 2001)


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