| dicembre 13, 2002 |
| Teatri d'Italia, a Campobasso spettacolo di Nicola Piovani @ 22.19.45 |
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“Concerto fotogramma” è il titolo della prestigiosa coproduzione, acclamata in tutto il mondo, della Compagnia della Luna e del Teatro Mancinelli di Orvieto che il 15 e 16 dicembre prossimi, presso il Teatro Savoia alle ore 21, verrà proposto a conclusione della riuscitissima stagione di TEATRI D’ITALIA – NEL TEATRO DEI MOLISANI.
La rassegna, diretta da Stefano Sabelli e realizzata dall’ A.M.A. Artisti Molisani Associati, viene proposta nell’ambito del Progetto “aree disagiate” promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall’Eti Ente Teatrale Italiano in collaborazione con la Provincia e il Comune di Campobasso.
Protagonista assoluto delle due serate sarà Nicola Piovani accompagnato da I Solisti dell’Orchestra Aracoeli e dagli attori e cantanti Pino Ingrosso, Norma Martelli, Donatella Pandimiglio e Simona Patitucci che reciteranno e canteranno i testi scritti da Vincenzo Cerami.
Un viaggio musicale firmato Nicola Piovani, tra partiture più o meno recenti di film di successo,che si completa in un vero e proprio spettacolo grazie alle proiezioni in video di fotogrammi di quei stessi film e spettacoli e di disegni firmati da importanti nomi come Emanuele Luzzati e Bruno Munari. Il percorso si snoda fra musiche e fotogrammi di film come “La notte di San Lorenzo”, “Kaos” o “Good Morning Babilonia” dei fratelli Taviani, “Ginger e Fred” o “La voce della luna” di Fellini, “Caro diario”, “la messa è finita”, “Palombella Rossa” o “La stanza del figlio” di Nanni Moretti, fino a quella per “La vita è bella” (Premio Oscar nel 1999) e “Pinocchio” di Benigni. Le musiche del film “Pinocchio” verranno eseguite dal vivo in prima assoluta proprio a Campobasso. Ci saranno anche brani tratti da spettacoli teatrali, realizzati con Vincenzo Cerami, come “Canti di scena”, “L’amore delle tre melarance” o “Romanzo musicale”.
Nella mattina di domenica 15 dicembre alle ore 12 Nicola Piovani proporrà in anteprima “Concerto fotogramma” a San Giuliano di Puglia – Palazzetto dello sport nell’ambito del progetto “Le domeniche dei bambini di San Giuliano” promosso dal Comitato Genitori Vittime della Scuola di San Giuliano di Puglia.
Nicola Piovani, lunedì 16 dicembre alle ore 11 presso l’Auditorio del Conservatorio “L. Perosi”, incontrerà gli allievi delle classi di composizione e dei corsi strumentali avanzati.
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| dicembre 10, 2002 |
| Stella Cometa, disco di Natale: il nuovo cd di Mauro Gioielli e Silvio Trotta @ 16.24.38 |
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È stato presentato lo scorso 6 dicembre, ad Arezzo, in anteprima nazionale, il CD «Stella Cometa, canzoni accanto al presepe», realizzato per questo Natale dall’isernino Mauro Gioielli e dal capracottese Silvio Trotta.
Il disco comprende una selezione dei brani più belli della musica natalizia italiana: pastorali, zampognate, novene, fino alla famosa «Quanno nascette Ninno» (con versi di Sant’Alfonso de’ Liguori) per finire con i brani della seicentesca “Cantata dei Pastori” di Andrea Perrucci. Di particolare suggestione è la canzone che dà nome al CD: “Stella Cometa”, composta sulla traccia d’una melodia medievale.
Uno dei canti del disco è dedicato agli Angeli di San Giuliano di Puglia. Si tratta di una commovente ninna nanna dal titolo «Dormi, dormi», che Mauro Gioielli, nei giorni successivi al terremoto che ha colpito il Molise, ha eseguito nella trasmissione televisiva di Raitre «Alle falde del Kilimangiaro», condotta da Licia Colò.
Insieme al disco parte in questi giorni anche il tour natalizio di Gioielli e Trotta che proporranno la loro personale musica etnica. Molte le esibizioni in programma per i due musicisti che toccheranno otto regioni: Veneto, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Calabria. Tra i concerti più attesi quello di Padova, in programma per il 14 dicembre, quello del 20 a L’Aquila e quello del 28 nelllo scenario della Cattedrale di Gerace (Rc). Il tour si concluderà il prossimo 6 gennaio a Gioia del Colle (Ba).
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| novembre 28, 2002 |
| Concerto a Padova per il Molise @ 21.45.07 |
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Il giorno 29 novembre p.v. alle ore 20.30 si terrà, presso il teatro Antonianum di Padova, uno spettacolo di beneficenza intitolato “Una Cometa per il Molise”. L’Associazione culturale “Balbino Del Nunzio”, che dal 1998 organizza manifestazioni ad ampio raggio volte a sviluppare l’interscambio culturale tra Veneto, Abruzzo e Molise, è la promotrice dell’iniziativa in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche sociali del comune di Padova. I fondi raccolti saranno interamente devoluti ad un intervento mirato concordato con le istituzioni sociali e culturali del Molise. A questo spettacolo hanno generosamente dato la loro adesione valenti artisti veneti ed abruzzesi: a cominciare dalle BRONSE QUERTE, notissimi cabarettisti padovani, tra i primi ad aderire con ammirevole slancio all’iniziativa; per continuare con il complesso “storico” dei DELFINI (anch’essi padovani), con l’attore PAOLO DOMENICHELLI , fine interprete dell’arte del Ruzzante e con due giovanissime violiniste ARIANNA E SOFIA GELSOMINI. Saranno presenti il gruppo musicale veneto LE SENSAZIONI e l’artista abruzzese PIERO MAZZOCCHETTI, giovane tenore di vaglia, che grande successo riscuote in Germania dove occupa stabilmente le prime posizioni delle classifiche discografiche. Ha anche assicurato la sua partecipazione PADRE MAURIZIO (meglio noto come PADRE NIKE), frate passionista del santuario di S. Gabriele a Isola del Gran Sasso (TE), presente in numerose trasmissioni televisive di successo (Maurizio Costanzo show, Furore, etc.). Hanno aderito anche il coro NOTENERE, assai noto tra i molti appassionati di musica gospel, ed i ballerini di PADOVADANZA con la bravissima coreografa GABRIELLA FURLAN MALVEZZI. Si esibirà anche il coro della Fondazione SALUS PUERI sempre impegnato in iniziative benefiche a favore dei bambini della Città della Speranza. Infine canterà il mezzosoprano BIANCA SIMONE, raffinata interprete di lieder e di musica antica, accompagnata al pianoforte dal maestro abruzzese ALESSANDRO TENAGLIA, artista poliedrico, valente musicista, scrittore e pittore, attualmente docente di Musica da Camera presso il Conservatorio “Perosi” di Campobasso. Presentatrice della serata la simpatica e brava PERLA GALDERISI.
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| ottobre 19, 2002 |
| Autumn Jazz Festval 2002, ecco il programma @ 5:50:57 PM |
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Si svolgeranno presso il Blue Note Musuc Club, in quattro serate dal 29 ottobre al 1 novembre i concerti dell"Autumn Jazz Festival 2002, organizzato dall"Associazione Musicale Thelonious Monk e dall"Associazione Culturale Musicisti Molisani e patrocinato dagli Assessorati alla cultura della
Regione Molise, della Provincia di Campobasso e dal Comune di Campobasso.
PROGRAMMA
Martedì 29 Ottobre
Archie Shepp quartet
Archie Shepp – sax
Massimo Faraò – pianoforte
Whine Dockery – contrabbasso
Bobby Durham – batteria
Mercoledì 30 Ottobre
Premio “Tonino Balsamo”
Aires Tango
Javier Girotto – sassofoni
Alessandro Gwis – pianoforte
Michele Rabbia – percussioni
Marco Siniscalco – contrabbasso
Giovedì 31 Ottobre
Golino/Ambrosetti quintetto
Franco Ambrosetti – tromba
Dado Moroni – pianoforte
Lucia Golino – sax tenore
Riccardo Fioravanti – contrabbasso
Alfredo Golino - batteria
Venerdì 1 Novembre
KOOP
Magnus Zingmark – sampler/percussioni
Oscar Simonsson – keyboard
Ola Bothzen – batteria
Mattias Stahl – vibrafono
Martin Hoper – contrabbasso
Yukimi Nagano – voce
Direzione artistica: Gianclaudio Piedimonte - Leo Quartieri
I concerti si svolgeranno presso il BLUE NOTE MUSIC CLUB alle ore 21.00.
Ingresso € 5,00 – abbonamento € 15,00
Info: Associazione Musicale Thelonious Monk via Muricchio 1 – Campobasso
Tel/fax 0874/98805 e-mail: amtmpres@katamail.com
Prevendite: Blow-up cafè – via Muricchio, 1 - Bootleg via IV novembre, 74 – DooBop via XXV Aprile, 27/d
Sito web: http://www.autumnjazzfestival.it/
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| settembre 30, 2002 |
| Musica italiana, buon successo per la II edizione @ 15.38.30 |
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Si è conclusa domenica 29 a Isernia nell’Aula Magna dell’Università la seconda rassegna “Musica italiana”, dal titolo “Mondi paralleli: musica in Italia, musica in Francia dal XVII al XX secolo” curata da Andreina Di Girolamo e patrocinata dalla Provincia di Isernia, che ha anche messo a disposizione un bus navetta per raggiungere da Isernia i diversi luoghi teatro della manifestazione. E si è conclusa con una serata dedicata alla musica contemporanea per flauto abbastanza eccentrica rispetto al leitmotiv del ciclo: di compositori francesi nemmeno l’ombra, ma in compenso uno sloveno (Lojze Lebič - “Aprilske vinjete”, 1997), un argentino (Astor Piazzolla - “Due studi tanghistici”, 1980 ca.) e un tedesco (Karl Heinz Stockhausen - “Flautina”, 1989). Felice contraddizione, che ci ha dato modo di apprezzare le grandi doti di interprete della musicista udinese Luisa Sello. Padronanza assoluta degli strumenti adoperati (flauto, flauto in sol, flauto basso, ottavino e flauto di loto), di cui ha posto in risalto ogni riposta risorsa espressiva, e dominio imperioso della scena, costruita con un uso raffinato e altamente evocativo delle luci e dei costumi e riempita con movenze da consumata attrice accompagnate a leggerezza da etoile, gli elementi con cui la Sello ha rapito la componente più sensibile, aperta e curiosa del pubblico, accettabilmente silenzioso e attento nella gran parte anche se forse un po’ intimidito dall’assoluta novità della proposta (l’altra parte, quella che si ritiene in diritto di disturbare con commenti bubbonici e purulenti sol perché magari ha votato il partito giusto alle ultime elezioni, è sempre esistita e siamo avvezzi a sopportarla: ma non esageriamo, eh!). Tutto italiano il resto del programma della serata, con due dei cinque autori presenti in sala, l’avellinese Gianvincenzo Cresta, di cui è stata eseguita “Sospesi - Anonimi, diseredati, poeti” (2001), sofferta successione di laceranti contrasti tra l’indistinto dell’“uguale” e l’“altro” significante realizzata, come pure diverse altre composizioni eseguite, anche con l’apporto della voce della flautista, e il molisano Antonio Iafigliola, del quale è stata data in prima assoluta la suggestiva versione per flauto (2001) di “Oltre il ricordo”, tre pezzi originariamente per clarinetto solo (1991). Abbiamo potuto ascoltare, inoltre, del veneziano Mario Baratello due pezzi da “Voodoo child” (2000), rielaborazione di 13 songs di Jimmy Hendrix, “Les Agànis” (2000) del friulano Daniele Zanettovich e, in conclusione, “Esorcismo del serpente marino” (1998) del triestino Giampaolo Coral. “Pierrot Solaire” il titolo della serata, in cui la musicista riversa il proprio concetto di formula esecutiva «che prevede il coinvolgimento totale della performance corporea, laddove il gesto si unisce all’idea sonora, dando vita ad un “micro teatro strumentale”», come chiarito nelle note illustrative.
Dei sei appuntamenti che hanno preceduto quello isernino chi scrive ha mancato purtroppo i primi tre, rispettivamente nella chiesa di S. Nicola di Bari a Vastogirardi (“Il Maestro e l’Allievo”, con musiche secentesche di Giacomo Carissimi e Marc Antoine Charpentier, quello della sigla Eurovisione, per intenderci, eseguite dalla Cappella Musicale “Enrico Stuart, duca di York” diretta da Andrea delle Chiaie), nella chiesa di S. Michele a Pesche con l’Ensemble “Labirinto Armonico” (“Folies”, musiche di Arcangelo Corelli, Marin Marais e Michele Mascitti, nativo di Villa S. Michele in provincia di Chieti e naturalizzato francese, da poco riscoperto, che distribuì la prima metà della propria quasi centenaria esistenza in frequenti viaggi in mezza Europa per poi stabilirsi in Francia) e nella chiesa della Madonna delle Grazie a S. Maria Oliveto (“Un’eterna ghirlanda brillante”, con la clavicembalista Silvia Rambaldi impegnata in musiche di Jean-Philippe Rameau, François Couperin, Domenico Scarlatti e la prima riproposizione moderna della “Sonata VI” del napoletano Antonio Ferradini).
Il quarto titolo, “Piano e Forte” ha annunciato l’arrivo in Molise del fortepiano, affidato alle sapienti mani e all’eleganza del M° Franco Angeleri, che ha eseguito, nel castello di Macchia d’Isernia, opere di Lodovico Giustini, Baldassarre Galuppi, Domenico Cimarosa, Claude-Bénigne Balbastre e Muzio Clementi. Il quinto, “Charmantes fleur”, impaginava una significativa selezione di rielaborazioni di arie, duetti e brani d’opera di compositori settecenteschi curata a Edimburgo, sul finire del XVIII secolo, dal romano Domenico Corri, al servizio della Corona. Protagonista della piacevolissima serata nelle ex scuderie del Castello di Pescolanciano il Corri Ensemble (Maria Chiara Pavone soprano, Serenella Isidori mezzosoprano, Gino Nappo clavicembalo e maestro di concerto, Diego Roncalli violoncello). “Memoria e Oblio” il sesto titolo, con i bravi Gianluca Giganti, violoncello, e Maurizio Paciariello, pianoforte, impegnati in tre sonate per violoncello e pianoforte di Giuseppe Martucci (1880), Francis Poulenc (1948), Claude Debussy (1915). Se nelle ultime due non è infrequente imbattersi nelle sale da concerto, tutt’altro discorso vale per Martucci, noto più per essere stato il primo a dirigere in Italia il “Tristano e Isotta” di Wagner (Bologna, 1888: eterna lode a lui per questo) che per la sua produzione musicale, che ha continuato per decenni a scontare la colpa della coraggiosa scelta in favore della scrittura strumentale in un paese tutto permeato di melodramma ma che da non pochi anni è oggetto di una attenta rivisitazione, quel che non può certo dirsi per altri colleghi di sventura del Martucci, in primis Giovanni Sgambati (Andreina, saprai pensarci tu?).
In conclusione, scelte non scontate, non facili, ma di grande gusto e di notevole profilo, ripagate dall’approvazione del pubblico quasi sempre numeroso nei vari appuntamenti. Un’isola solitaria, questa serie di concerti, in un territorio in cui la musica non riesce a trovare spazio e le antiche Stagioni degli Amici della Musica sono un sempre più lontano e sbiadito ma vivo ricordo. Di questo possiamo essere grati alla Di Girolamo e con lei al presidente della Provincia Raffaele Mauro. A volte, i soldi del contribuente si può riuscire anche a spenderli benino, al riparo da facili tentazioni alla trivialità e alla bassa cucina, troppo spesso spacciate per progetto culturale.
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| settembre 14, 2002 |
| SI conclude la rassegna Musica di Corte @ 16.39.03 |
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Si conclude domani sera domenica, alle ore 21, nella chiesa di San Bartolomeo di Campobasso, l"ottava rassegna di musica antica "Musica di Corte", giunta al suo terzo ed ultimo appuntamento serale e organizzata dall"Associazione "Musique Ancienne".
Il concerto, che porta il titolo di "Sonate e cantate nel Barocco tedesco e italiano", prevede l"esecuzione di brani di G.F.Haendel (Suesse Stille, dalle "Arie tedesche"), G.F.Telemann (Fantasia n.3 in re minore e n.1 in do maggiore per flauto solo; Trio in fa maggiore per flauto, viola da gamba a b.c.; Trio in si b maggiore per flauto, clavicembalo obbligato e b.c.; Alleluia, Aria per soprano, flauto dolce e b.c.), G. Cattaneo ("Su lieve pino assisa" e "Sopra fiorita sponda" da "Trattenimenti armonici da camera, opera prima") e K.F.Abel (Due soli in re maggiore per viola da gamba).
Se domenica scorsa il protagonista del concerto è stato il clavirogano (le cui caratteristiche sono state illustrate con rara perizia e chiarezza e con una buona dose di simpatia dal maestro Danilo Costantini), domani gli strumenti si raccoglieranno tutti intorno al flauto dolce di Stefano Bagliano - uno degli artisti che maggiormente si stanno facendo strada in ambito nazionale ed internazionale - che sarà affiancato dal pianoforte di Pasqualino Ciccaglione e dagli stessi componenti del Baroque Ensemble (Mariagrazia Liberatoscioli e Roberta Ranieri, rispettivamente soprano e clavicembalo), il gruppo cameristico che è l"anima dell"Associazione Musique Ancienne e che ha il merito di aver introdotto, attraverso la Rassegna "Musica di corte", l"interesse e l"amore per la musica barocca all"interno del pubblico molisano.
La Rassegna si chiuderà, dunque, sulle sonate e le cantate del barocco tedesco ed italiano: due forme musicali le cui origini risalgono, rispettivamente, al XVI e al XVII secolo.
La cantata, di genere vocale o strumentale, può essere a una o più voci, così come può avere carattere sacro o profano, articolandosi in genere in diversi brani di andamento contrastante.
Creata dai maestri italiani, dopo l"esaurimento del madrigale, ad indicare qualsiasi brano profano destinato al canto (in contrapposizione alla sonata), la cantata incominciò ad affermarsi come genere autonomo con G. Carissimi, che tuttavia usò molto raramente questo termine per indicare tale genere di composizioni che acquistò, grazie a lui, la veste definitiva.
La sonata, invece, indicava già nel "500 una composizione solo strumentale che, in quanto tale, si distingueva dalla cantata che richiedeva l"uso della voce.
Il termine "sonata" venne quindi ad indicare una forma più specifica in seguito allo sviluppo di un tipo di canzone italiana nata essenzialmente dalla chanson francese. La più antica canzone per esclusivo complesso strumentale è databile al 1572 ed è inserita da N. Vicentino nel quinto libro "Madrigali a 5 voci": è proprio questa forma strumentale che prese il nome di sonata con le smarrite "Sonate a 5" di G. Croce e A. Gabrielli, rispettivamente del 1580 e del 1596.
Allorché la sonata passò ad indicare una forma musicale esclusivamente cameristica, restringendosi all"esecuzione di uno o pochi strumenti (e cedendo, contemporaneamente, l"accezione di esecuzione orchestrale ai termini "sinfonia" e "concerto"), emersero al suo interno due formazioni tipiche dell"età barocca: quella della sonata a tre e quella della sonata a due.
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Gli artisti
Stefano Bagliano (flauto dolce)
Nato a Genova, è uno dei flautisti italiani che oggi si sta facendo maggiormente apprezzare a livello nazionale ed internazionale. Diplomatosi in flauto dolce al Conservatorio "Pollini" di Padova, si è perfezionato con F. Bruggen, K. Boeke, W. Van Hauwe e P. Memelsdorff e ha studiato direzione d"orchestra con F. Dorsi.
Vincitore di diversi concorsi nazionali, ha eseguito oltre 300 concerti in veste di solista per prestigiosi festival in Italia, Usa, Germania, Francia, Spagna, Belgio, Austria, Svizzera, Jugoslavia, San Marino e Russia. Nella prossima primavera effettuerà una tournée in Giappone. In qualità di solista con orchestra, si è esibito con direttori quali A. Curtis, R. Barshai, G. Bezzina, G. Garbarino e S. Balestracci e formazioni quali Mainzer Kammerorchester, Ensemble Baroque de Nice, Solisti della Scala, L"arte dell"Arco, Orchestra Toscanini di Parma, Carlo Felice Ensemble; nel campo della musica da camera con C. Chiarappa, F. Guglielmo, S. Pagliani, E. Bronzi, H. Bouman, O. Dantone.
Ha collaborato con Sonatori della Gioiosa Marca e Cappella della Pietà dei Turchini.
Stefano Bagliano ha ricevuto forti attestazioni di stima da flautisti del calibro di F. Bruggen (che recentemente ha scritto "Ho ascoltato con piacere i suoi Cd su Vivaldi e Marcello e il suo modo di suonare. Bravo!"), W. Van Hauwe ("Bagliano è il miglior flautista italiano che io conosca"), e A. Persichilli.
Direttore dell"ensemble Collegium Pro Musica, ha effettuato varie incisioni discografiche per le etichette Dynamic, Nuova Era e Cactus, ottenendo entusiastici riconoscimenti dalla critica europea e americana (Early Music, Amadeus, Diapason, Repertoire, Fanfare, American Recorder, Scherzo, Fono Forum...).
E" direttore artistico del Festival Internazionale di Musica da Camera di Genova e Savona e del ciclo "Le vie del Barocco" di Torino. Attivo anche in campo didattico, è stato docente di flauto dolce presso il Conservatorio "Pedrollo" di Vicenza ed ha tenuto vari corsi di perfezionamento tra cui un workshop per la Boston Recorder Society.
Ha fatto parte della giuria di vari concorsi musicali, tra cui il XXI Concorso AMA Calabria di Lamezia Terme. Si è laureato in Giurisprudenza presso l"Università di Parma.
Bruno Re (viola da gamba)
Accostatosi alla musica antica con gli strumenti a fiato, si è presto specializzato nella viola da gamba sotto la guida dei migliori docenti europei. Come concertista ha debuttato alla Sagra Musicale Umbra nel 1976 e da allora la sua attività lo ha portato a suonare in Europa (francia, Svizzera, Olanda, Germania, Inghilterra, Austria, Ucraina, Spagna, Romania...) ed a collaborare con le più importanti Società di Concerti italiane (Accademia Chigiana, Opera di Roma, Biennale di Venezia, Settembre Musica di Torino, Teatro San Carlo di Napoli...).
Ha al suo attivo più di una ventina di incisioni discografiche, come solista, in diverse formazioni cameristiche ed in collaborazione con differenti orchestre per la realizzazione di opere barocche (Verany, Bongiovanni, Nuova Era, Ricordi, Edi Pan, Claves, Sicut Sol, Scarlatti Editino).
Ha inoltre registrato per la Rai, Radio France, Radio Vaticana e per la Radio Ucraina. Dal 1979 tiene corsi di viola da gamba e musica da camera in Francia ed in Italia, oltre a tenere conferenze sull"organologia del suo strumento. Ha collaborato con la terza rete radiofonica della Rai e collabora regolarmente con diverse riviste di settore in qualità di musicologo e di critico discografico. Dopo aver insegnato per dodici anni Storia della Musica nei conservatori di Stato, è ora docente di viola da gamba presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Da alcuni anni collabora regolarmente con il Baroque Ensemble di Campobasso.
Baroque Ensemble - Mariagrazia Liberatoscioli (soprano), Roberta Ranieri (clavicembalo)
Il Baroque Ensemble unisce dal 1993 alcuni musicisti provenienti da varie esperienze musicali ma con lo stesso amore per la musica barocca con l"uso di strumenti antichi. Spinti dal desiderio di diffondere la musica antica attraverso manifestazioni di ampio raggio, i componenti del gruppo hanno costituito l"associazione "Musique Ancienne".
Il gruppo ha svolto un"intensa attività concertistica. Presente a manifestazioni di rilievo come il Todi Festival (1994), Benevento Città Spettacolo (concerto di chiusura, edizione 1996), si è esibito in prestigiose sale a Napoli, Roma, Parma, Spoleto. Ha preso parte, in Francia, al Festival de Musique di Callas (VIII edizione), e a Bormes (2001).
Ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti ed ha collaborato con musicisti di spicco quali Bruno Re, Palo Pollastri, Paolo Capirci, Alessandro Carmignani, Alberto Guerra, Federico Marincola, Marcello Bono, Andrea Di Mario e Nicholas Clapton.
Pasqualino Ciccaglione (clavicembalo)
Ha iniziato gli studi musicali al Conservatorio "L. Perosi" di Campobasso, diplomandosi in Organo e Composizione Organistica sotto la guida del Maestro I. Di Cioccio ed in Clavicembalo, con il massimo dei voti, sotto la guida della Prof.ssa B. Vignanelli. La sua preparazione è maturata attraverso numerosi corsi di perfezionamento e seminari di studio tenuti da maestri di fama internazionale quali M. Koopman, L. Rogg, H. Vogel, K. Gilbert.
Svolge attività concertistica come solista ed in formazioni cameristiche ed orchestrali. E" organista della Chiesa Santa Maria Assunta in Cielo di Terrazzano. E", altresì, docente e responsabile dell"Istituto Diocesano di Musica Sacra di Campobasso.
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| settembre 7, 2002 |
| I Modena City Ramblers il 14 settembre a Campobasso @ 3.09.59 |
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Provincia di Campobasso Assessorato alle Politiche Giovanili
Comune di Campobasso Assessorato alle Politiche Giovanili
Monkey Island Produzioni
presentano
CONCERTO PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE
MODENA CITY RAMBLERS
CAMPOBASSO 14 SETTEMBRE 2002
PIAZZA PREFETTURA ORE 21,30
Gli assessorati alle Politiche Giovanili della Provincia e del Comune di Campobasso hanno inteso organizzare questo evento, con l’apporto significativo di Monkey Island Studio di Campobasso, per tenere alta l’attenzione sulla drammatica situazione che, da oltre trent’anni, si è determinata nel Medio Oriente.
Un concerto che vuole, nella piazza, luogo storicamente delegato per la socializzazione dell’esperienze giovanili, significare un punto d’incontro e di scambio tra quanti, per sensibilità e cultura, hanno a cuore le sorti di una terra e di popolazioni che vivono in condizioni inaccettabili.
I MODENA CITY RAMBLERS sono il gruppo italiano che dalle piazze del Belpaese ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna, dalla solidarietà portata in Albania ai prestigiosi festival in Sudafrica, macina chilometri ed esperienze che offrono, alla loro vocazione meticcia, orizzonti internazionali.
Straordinaria è stata la loro collaborazione con lo scrittore cileno LUIS SEPULVEDA, con il cubano DANIEL CHIAVARRIA, con il messicano PACO IGNACIO TAIBO per l’elaborazione dei testi delle loro canzoni.
I MCR rappresentano l’anello simbolico che unisce culture distanti ma pronte a ritrovarsi nella forza del ritmo, del ballo, della passione: dal folk irlandese (primo amore della band) alla musica caraibica, dalla musica popolare italiana a quella nordafricana, per innamorarsi della ballata francese e quella balcanica.
Una sensibilità che è riconosciuta dal pubblico giovanile italiano pronto, sin dall’esordio della band, ad accorrere in gran numero ai loro infuocati set live.
Per illustrare i temi della manifestazione è indetta una CONFERENZA STAMPA per il giorno GIOVEDI’ 12 SETTEMBRE alle ore 11,00 presso la sede dell’Associazione Thelonious Monk presso la struttura ex ONMI in Via Muricchio 1 a Campobasso, alla quale parteciperanno l’Assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Campobasso VINCENZO ROSATI, l’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Campobasso MICHELE DE SANTIS nonchè membri delle associazioni che si occupano di cooperazione internazionale.
“Con l’ozio e con il lavoro,
con la fantasia e l’inettitudine,
con la musica, il teatro e la poesia,
dobbiamo seminare e fare avanzare
la cultura della pace”
La scheda dei Modena City Ramblers
I Modena City Ramblers nascono nel 1991 come gruppo di folk irlandese intriso di spirito punk trapiantato nella rossa provincia emiliana, ed iniziano ad esibirsi in birrerie, circoli e case del popolo per un pubblico di amici e parenti. Nel 1993 incidono il loro primo demotape, oggi introvabile: COMBAT FOLK. Nel marzo 1994 esce il primo album, RIPORTANDO TUTTO A CASA, per l"etichetta indipendente romana Helter Skelter. E" un disco con cui i Modena City Ramblers rivendicano l"identità meticcia che hanno inventato a cavallo tra Irlanda ed Emilia, racconti della Resistenza e degli anni Settanta, viaggi e lotte. Il disco li impone nel circuito indipendente, dove la loro proverbiale carica live anima concerti sempre più affollati; nel giro di pochi mesi, la band si lega al management Mescal ed alla major discografica Polygram: RIPORTANDO TUTTO A CASA viene così ripubblicato nel novembre dello stesso anno dalla Blackout-Mercury con l"aggiunta del brano "Il bicchiere dell"addio", inciso con Bob Geldof. I MCR partecipano intanto ad un disco tributo ad Ivano Fossati, cui seguirà, nel 1995, l"adesione ad un"antologia di cover dedicate ad Augusto Daolio dei Nomadi.
Dopo le 25.000 copie vendute dal primo album ed una trionfale tournée con il comico Paolo Rossi, nel marzo 1996 arriva nei negozi il secondo, LA GRANDE FAMIGLIA, dedicato alla complicità con il pubblico che si va stringendo attorno alla band. Il disco mette in mostra evidenti espansioni dell"universo artistico del gruppo: il folk, fin dall"inizio suonato con attitudine punk, non esita ad indurirsi per contaminarsi con il rock. Nella "famiglia" Ramblers sono intanto entrati i toscani Francesco Moneti e Massimo Giuntini, mentre l"impegno del "grande vecchio" Luciano Gaetani è ormai part time a causa degli impegni familiari e lavorativi. Ad un nuovo tour con Paolo Rossi segue un"importante esperienza nel Sahara Occidentale a sostegno del popolo Saharawi.
Nel settembre del 1997 esce il terzo album, TERRA E LIBERTA", che risente delle esperienze consumate da alcuni componenti del gruppo in America Latina. È un salto sonoro e letterario alla ricerca dell"utopia di cui è artefice l"amicizia stretta con alcuni autori di quell"area, da Luis Sepulveda a Daniel Chavarria e Paco Ingacio Taibo II. Il combat folk si irrobustisce ed allarga i suoi orizzonti senza perdere la sua identità, per diventare "patchanka celtica". Quando il disco esce in Italia, i Modena si trovano a Vallegrande, in Bolivia, per le celebrazioni del ventesimo anniversario dell"assassinio di Che Guevara.
Ormai Modena City Ramblers è sinonimo di concerti ovunque affollati, e la fama di live-band irresistibile si conferma nei club come nei palasport: il gruppo salta, suona forte, si diverte e diverte. Le tournée di LA GRANDE FAMIGLIA e TERRA E LIBERTA" attirano così più pubblico dei tour di artisti assai più blasonati.
A novembre 1998, dopo un altro anno passato in tour, i Ramblers sentono il bisogno di un tuffo nelle loro origini; realizzano a questo proposito RACCOLTI, insolito album acustico dal vivo registrato in un pub irlandese d"Emilia, davanti a pochi amici. Il cd comprende brani dei tre album dei MCR e tre inediti. Dopo un prestigioso tour nei teatri italiani dinanzi a platee sedute, il gruppo si reca in Irlanda per la pre-produzione del nuovo album in studio, FUORI CAMPO, ultimato all"inizio di giugno e pubblicato il 30 settembre 1999 sotto le insegne della Universal, che ha nel frattempo assorbito la Polygram. Il disco conferma la duplice natura combat e festaiola dei Modena City Ramblers, ed è arricchito da innesti quanto mai eterogenei: la tradizione irlandese viene riletta e inserita tra nuove ritmiche e armonie di matrice reggae, ska, rock, nonché da suggestioni provenienti dall"Africa, dal deserto e dall"Europa dell"Est. Due mesi dopo, la vicenda artisitca, umana e politica della band viene raccontata da Paolo Ferrari e Paolo Verri nel libro "Combat Folk: L"Italia ai tempi dei Modena City Ramblers", edito da Giunti. Con l"uscita di FUORI CAMPO, i Ramblers tornano ad un"intensa attività live, con un tour che accompagna il disco ed il gruppo nel nuovo millennio: oltre ottanta concerti nell"arco di un anno e mezzo, con un successo di pubblico degno di una delle più importanti realtà live del nostro rock. Dalle piazze italiane ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna, dalla solidarietà portata in Albania ai prestigiosi festival in Sudafrica, i Modena City Ramblers macinano chilometri ed esperienze che offrono alla loro vocazione meticcia orizzonti internazionali. Mentre FUORI CAMPO viene pubblicato anche in Giappone per la locale consociata Universal, divergenze artistiche e scelte personali portano due componenti storici della band, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, ad intraprendere altre strade. Ma il gruppo va avanti: Kaba Cavazzuti, da sempre dietro alla consolle in sala d"incisione, entra nella formazione come musicista a tempo pieno, la tournée prosegue e si comincia a lavorare sul materiale destinato al disco successivo. Nel frattempo, il cantante Cisco Bellotti realizza con lo stesso Kaba la produzione dell"album d"esordio del gruppo "fratello" aretino La Casa del Vento, il cui NOVECENTO esce nel febbraio 2001 per l"etichetta Mescal. Nell"album, Cisco affianca al microfono il compositore della band toscana, Luca Lanzi, e tutti gli altri Ramblers forniscono il proprio contributo. Desiderato da tempo, va inoltre in porto un tour "resistente" assieme ai Gang: è il progetto "Gang City Ramblers", in cui il gruppo compone con i fratelli Severini un"unica band che propone canzoni degli uni e degli altri.
Al termine di questa esperienza, i Ramblers cominciano la pre-produzione di nuove canzoni in un cascinale della collina aretina: sono le session da cui scaturiscono l"ossatura e la direzione del nuovo disco, molto "spinto" nei suoni e "militante" per i temi trattati. Il breve ma intenso giro di concerti dell"estate 2001 vede affacciarsi arrangiamenti sempre più orientati ad una evoluzione personale e imbastardita dei suoni, con particolare attenzione all"indole "no-global" di Manu Chao, dei Macaco e di tante band di frontiera. La tappa successiva consiste nella conclusione del lavoro preparatorio al disco con una seconda pre-produzione effettuata nella tranquillità "casalinga" di Rubiera. Sono i giorni dell"attacco alle Twin Towers, e la canzone "Terra del fuoco", su cui i Ramblers stavano lavorando proprio l"11 settembre, reca nel testo e nell"atmosfera le stimmate della terribile attualità. A fine ottobre, il gruppo si trasferisce a Napoli per registrare il nuovo album. Con Kaba Cavazzuti ormai musicista, la regia viene affidata per la prima volta ad un produttore "esterno": Enzo "Soulfingers" Rizzo, scelto per l"efficacia dei servizi resi, tra gli altri, a Mano Negra, Les Negresses Vertes e Manu Chao. RADIO REBELDE esce nel febbraio 2002 per la Blackout-Mercury/Universal e si presenta come un vero e proprio collage sonoro-emozionale: tredici pezzi uniti dal filo rosso dell"attualità, del viaggio di conoscenza e confronto, della memoria, della denuncia e della ribellione culturale. Accanto all"attività dal vivo e in studio, sulla scia dell"esperienza produttiva di Cisco con La Casa del Vento i Ramblers inaugurano anche una propria etichetta discografica, la Modena City Records. Il marchio veicola produzioni artistiche e progetti paralleli all"attività della band, e grazie ad un accordo con i dischi de il Manifesto intraprende il proprio cammino nell"ambito della produzione discografica indipendente. Il primo titolo pubblicato dalla MCRecords nel febbraio del 2002 è PAZIENZA SANTA dei Paulem, gruppo di arzilli vecchietti dell"Appennino modenese che interpreta con maestria il patrimonio musicale della propria terra.
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| settembre 5, 2002 |
| Parte a Pozzilli la rassegna di musica rock @ 21.00.41 |
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Il Rock continua a tenere banco nell’alto Molise. Archiviata con successo la manifestazione venafrana “Rock in Corso” ora tocca a Pozzilli proporre la sua anima “rocchettara”. Sabato prossimo saranno in sette le band che si scateneranno al campo sportivo comunale. Dalle 21 e fin oltre la mezzanotte i ritmi frenetici del rock terranno ben desta l’attenzione di centinaia di giovani, provenienti anche dai comuni limitrofi.
I ragazzi dell’Associazione ARES (Attività Ricreative E Sportive), che hanno organizzato la manifestazione, hanno le idee ben chiare; per loro “Pozzilli Rock” vuole essere solo una grande festa, un momento di incontro fra i giovani. Musica rock da vivere come motivo di abbraccio e scambio di emozioni.
L’Associazione ARES ha proposto nel corso dell’intera estate una serie di riuscitissime manifestazioni e c’è da scommettere che anche stavolta, con il “Pozzilli Rock” saprà dimostrarsi all’altezza della situazione.
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| MUSICA - E' iniziata la rassegna di musica antica a Campobasso @ 2.51.39 |
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Si è aperto ieri sera, martedì 3 settembre, a Campobasso, l’ottava Rassegna di musica antica “Musica di corte”, una manifestazione ormai immancabile per il pubblico campobassano che, a settembre, attende i consueti appuntamenti serali con gli strumenti del Seicento e del Settecento.
Lo scenario è sempre quello suggestivo e raccolto della chiesa di San Bartolomeo, nel borgo antico del capoluogo, e la promozione dell’evento è sempre affidata all’iniziativa degli artisti del Baroque Ensemble, una formazione cameristica molisana che opera ormai da anni in regione e all’estero, imponendosi all’attenzione del pubblico per la professionalità e l’impegno assiduo, nonché per le significative qualità artistiche dei suoi componenti che vanno costantemente maturando e affinandosi nel tempo.
La scelta esclusiva del repertorio barocco non è casuale e va ricondotta alla dichiarata intenzione di favorire, nell’ambito dei confini molisani ma anche al di fuori, la diffusione e la conoscenza di un tipo di produzione musicale considerata a torto piuttosto lontana dal gusto e dalla sensibilità moderni: una “favola”, questa, che si è lentamente dissolta dal momento in cui il repertorio barocco è entrato a pieno titolo nella programmazione culturale dell’estate campobassana, otto anni fa, raccogliendo intorno a sé un pubblico attento, partecipe e affezionato.
Il risultato, non c’è dubbio, è frutto della lungimirante e tenace politica culturale del Baroque Ensemble – costituito da Mariagrazia Liberatoscioli, Roberta Ranieri e Bruno Re – che, benché ormai conosciuto al di fuori dei confini molisani e nazionali, ha scelto di operare prevalentemente “in loco”, riproponendo ogni anno, a coronamento del cartellone culturale estivo cittadino e con il sostegno delle amministrazioni comunale, provinciale e regionale, una serie di concerti che hanno sempre garantito l’esecuzione di un repertorio ricco e ampio, nonché la presenza di alcuni dei maggiori musicisti italiani contemporanei, da Paolo Pollastri a Alessandro Carmignani, da Paolo Capirci a Stefano Bagliano.
Sarà proprio Bagliano - affiancato dal Baroque Ensemble, che si esibirà soltanto in quell’occasione, e dal maestro Pasqualino Ciccaglione – a chiudere, quest’anno, la rassegna in qualità di protagonista dell’ultimo dei tre concerti programmati per i giorni del 3, 8 e 15 settembre. Il “menù” dell’ultima serata, il più ricco e articolato fra tutte, spazierà ampiamente tra le “Sonate e cantate nel Barocco tedesco e italiano” e prevede l’esecuzione di pezzi di Haendel, Telemann, Cattaneo e Abel.
Ieri sera, invece, il sipario si è aperto sullo stile galante e sentimentale della Germania del XVIII secolo, un tema proposto dall’Ensemble Il Fabbro Armonioso costituito da Gian Marco Solarolo, Mario Lacchini e Cristina Monti (rispettivamente all’oboe, al flauto traversiere e al clavicembalo), che hanno eseguito musiche di Krebs, Kleinknecht e Carl Ph. E. Bach.
Domenica 8 settembre, infine, uno strumento insolito catturerà l’attenzione e la curiosità del pubblico: il “claviorgano: una rara tastiera tra Seicento e Settecento” - come viene denominata nel titolo del concerto – che, sotto le mani di Danilo Costantini, suonerà pezzi di Frescobaldi, Kerll, Muffat, Scarlatti, J.S. Bach e Haendel.
L’orario dei concerti è fissato alle 21 di ciascuna serata.
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| agosto 29, 2002 |
| INTERVISTA TELEFONICA ENRICO “ERRIQUEZ” GREPPI, VOCALIST E LEADER DELLA BANDABARDO’ @ 12.12.34 |
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Ecco le dichiarazioni che il leader della BandaBardo" ha rilasciato ad altroMolise nella serata di ieri:
1. Bandabardò per la prima volta in Molise, inizio della nuova tourneè. Aspettative per questo concerto?..
Sicuramente è un concerto fondamentale; noi di solito lo chiamiamo “concerto zero”: quello in cui, per la prima volta, presentiamo al pubblico i pezzi del nuovo cd che per giorni abbiamo provato in sala-registrazione. E’ un concerto molto particolare ed emozionante, che rivela l’impatto nella nostra musica sul pubblico e ci dimostra se abbiamo lavorato bene.
2. E’ in uscita il vostro nuovo cd “Bondo! Bondo!”. Che novità rispetto ai precedenti lavori della band?
Bondo! Bondo! Rappresenta un grosso passo in avanti rispetto ai precedenti lavori. Mentre ai nostri esordi seguivamo una via decisamente “acustica”, il nuovo cd segue una strada molto più elettrica ed aggressiva, anche grazie alla collaborazione di Max Gazzè. Siamo molto fieri del risultato raggiunto, in quanto Bondo!Bondo! rappresenta appieno la nostra identità: idee, passione e divertimento.
3. Ormai sono quasi 10 anni che siete “on the road”; qual è lo stato di salute dell’ “altra musica” italiana?
C’è una situazione di stasi in Italia: putroppo sono pochi i gruppi emergenti che riescono ad affermarsi con qualcosa di nuovo ed originale. Sulla cresta dell’onda ci sono da anni gli stessi artisti, anche se con lavori molto validi.
4. Cosa ne pensi di manifestazioni come “Rock in Corso”, che promuovono giovani gruppi dando loro la possibilità di suonare davanti ad un pubblico di migliaia di persone?
E’ una manifestazione bellissima, soprattutto per i ragazzi che non hanno molte possibilità di esibirsi in pubblico. E’ importante incentivare i giovani gruppi, che però devono rendersi conto dell’opportunità che hanno e prepararsi al meglio per sfruttare queste occasioni. Non a caso iniziamo da Venafro, proprio perché ci piace tantissimo lo spirito di questo evento.
5. Per concludere, cosa vuoi dire alle persone che verranno domenica aVenafro?
Noi aspettiamo tutti con grande entusiasmo. Suoneremo sette pezzi nuovi, mentre i vecchi saranno riarrangiati. L’importante è che tutti siano veri e sinceri, e ci facciano capire quello che pensano della nostra musica. Abbiamo fatto più di settecento concerti in tutta Italia, ma mai in Molise; ci aspettiamo grandi cose da questo esordio molisano.
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| maggio 29, 2002 |
| Il Coro Coeli Lilia di Campobasso terzo a Vittorio Veneto @ 19.43.36 |
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Importante riconoscimento per il coro "Coeli Lilia" di Campobasso che ha ottenuto il terzo premio della sezione "Voci bianche" al Concorso nazionale "Città di Vittorio Veneto, organizzato dall"assessorato al turismo del Comune e giunto alla 37ma edizione. Erano 21 le formazioni partecipanti provenienti da tutta Italia che si sono esibiti davanti ad una giuria qualificata di esperti. I riconoscimenti più importanti sono andati al Coro polifonico di Piazzola sul Brenta (Padova) che ha vinto la sezione di canto polifonico e anche il decimo Gran Premio "Efrem Casagrande". Nella graduatoria per il repertorio popolare il primo posto è stato assegnato, per il secondo anno consecutivo, al coro Turritano. Infine per la sezione riservata alle voci bianche il primo premio non è stato assegnato mentre il secondo è andato a "I Piccoli cantori delle colline di Brianza" di Rovagnate. Il coro "Coeli Lilia" di Campobasso si è qualificato al terzo posto ex-aequo con il Coro voci bianche Del Contrà di Fontanafredda (Catania). Il premio speciale offerto dalla Provincia di Treviso al miglior coro trevigiano è andato al "Monte Cimon" di Miane, mentre quello offerto dall"Asac al miglior coro veneto è andato al "Santa Cecilia" di Piazzola sul Brenta. Il premio speciale per la miglior esecuzione dei brani previsti dal regolamento è andato al coro "Voci della tradizione" di Trieste.
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| May 10, 2002 |
| Musica, i Concerti di Primavera di Venafro @ 10:23:13 PM |
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Si svolgerà dal 10 al 31 maggio, ogni venerdì alle ore 21, la rassegna 2002 dei Concerti di Primavera, organizzata dall’Associazione Culturale “molisemusica”.
La rassegna, una delle più importanti della regione nel campo classico, riprende dopo alcuni anni di forzato stop causato dalla mancanza di finanziamenti. Nonostante ciò, “molisemusica” ha deciso di riprovarci nuovamente riproponendo quattro serate di musica di ottimo livello artistico.
Il programma prevede per venerdì 10 maggio presso la chiesa dell’Annunziata alle ore 21.00 l’esibizione del Gruppo Vocale di Musica Antica “Hederiger” con Patrizia Boninfante Soprano, Anita Rufini Contralto, Andrea Orlando Tenore, Mario Natali Basso e la direzione di Andrea Orlando.
Il quartetto presenta CANTAR MUSICHE FRA CIELO E TERRA - Vocalità sacra e profana tra Medioevo e Rinascimento.
Il Medioevo e il Rinascimento sono stati periodi fondamentali per lo sviluppo e l’affermarsi della musica vocale. Attraverso la costanza e la perizia degli autori antichi la composizione vocale si perfeziona lasciando come testimonianza alcuni tra i capolavori musicali di tutti i tempi. La storia della musica ha in questo periodo il punto di arrivo della composizione polifonica dei secoli precedenti che sarà a sua volta punto di riferimento per tutta la musica europea a venire.
“Cantar musiche fra cielo e terra” è un viaggio storico-musicale nell’Europa del Medioevo e del Rinascimento, un viaggio nell’evoluzione del sentimento religioso e terreno della vita ma anche nello sviluppo e nel perfezionarsi dell’arte del contrappunto, tecnica compositiva alla base di tutta la musica occidentale.
Gli altri appuntamenti previsti sono per il 17 maggio presso la chiesa di Cristo con il Quartetto di chitarre “Nexus” composto da Paolo Bontempi, Roberto Fabbri, Leonardo Gallucci, Luigi Sini.
Si prosegue il 24 maggio con il Duo di Arpe di Tiziana Tamasi e Patrizia Carciani presso la Basilica di S. Nicandro.
La rassegna si concluderà il 31 maggio ancora nella chiesa di Cristo con i pianisti Piero Niro e Luigi Pecchia.
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| February 28, 2002 |
| Sensazioni, il primo Cd di Antonio Caterina @ 1:11:28 PM |
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La sequenza di note in vaporose sonorità conferisce alla composizione di Antonio Caterina (cantautore e poeta di Campobasso)in questo suo primo compact disc, una ricchezza di profumi non aggressivi, senza sacrificare il vigore di una musica realizzata per un ascolto esigente. L"utilizzo della nota pura, che richama un Becaud prima maniera, garantisce l"inicità della composizione che traduce in armonia il romanticismo dell"autore.
L"ascolto consigliato a tutti coloro che nella meditazione cercano perfettibilità, consente di cogliere appieno le sensazioni che suscita la malinconica terra molisana.
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| February 21, 2002 |
| A Palata si inaugura lo Skavillage @ 7:27:13 PM |
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La direzione dello Skavillage Palata desidera portare a conoscenza di tutti gli organi di stampa che sabato 23 febbraio 2002 si terrà l’inaugurazione di un locale in grado di offrire a quanti lo vorranno un genere musicale dal tema alternativo e non commerciale.
Alle 21.30 dell’ormai imminente 23 febbraio vedrà perciò la luce lo Skavillage Palata, in grado di regalare emozioni forti a tutti gli amanti della musica ska, ma anche a quelli che pure desiderano scatenarsi al ritmo del punkrock.
Già fissati i primi appuntamenti con la musica dal vivo, che presto irromperà nel capiente locale “Capannone Pinti” ubicato alle porte di Palata, in C.da Cupariello, lungo la strada che muove verso Tavenna: saranno i Garage – una band emergente – che avranno il compito di tenere a battesimo il festival palatese della musica ska grazie al loro caratteristico ritmo energico e straripante. Di supporto ci saranno anche i Joker Cocks.
Inizialmente, l’apertura dello Skavillage Palata risulterà settimanale con la programmazione di quattro eventi del sabato sera: 23 febbraio, 2-9-16 marzo 2002. Inoltre, la direzione dello Skavillage sta già allacciando contatti con la band “Punkreas” al fine di sondare il terreno per l’organizzazione di un eventuale concerto con la band medesima. Naturalmente, al suo interno, lo Skavillage Palata prevederà un servizio di snackbar e di birreria. Inoltre, sarà attivato un sistema di videoproiezione.
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| December 4, 2001 |
| Musica, festival e finanziamenti pubblici @ 11:01:20 PM |
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Dal 1991 si è svolto per dieci anni la rassegna internazionale di musica jazz “Venafro Jazz Meeting”. Chi è appassionato di questo genere musicale sa che in questi anni si sono avvicendati sul palco della manifestazione musicisti di valore internazionale sia italiani sia stranieri, prevalentemente statunitensi. L’undicesima edizione quest’anno non ci sarà, e chissà se mai un giorno si potrà riprendere quest’iniziativa che ormai era diventata, assieme all’Umbria Jazz Winter che si svolge a dicembre ad Orvieto, l’appuntamento d’autunno con il jazz.
In questi anni, al di la della passione non solo musicale dei soci di Molisemusica, l’associazione che ha creato e portato avanti la manifestazione, sono stati decisivi i finanziamenti pubblici che hanno contribuito ad abbattere i costi di produzione degli spettacoli. Purtroppo questo legame ha portato ad una crescente dipendenza dalle decisioni politiche, e i rari interventi dei privati non hanno potuto evitare che l’intervento pubblico fosse determinante per le sorti della rassegna.
Ora, varie decisioni appunto politiche hanno decretato la fine di quest’esperienza. E’ giusto? Le motivazioni che hanno portato a queste scelte “politiche” sono state le più diverse. Si va dalla presenza di poche persone agli spettacoli all’impossibilità di far coesistere manifestazioni musicali dello stesso tipo in un raggio di pochi chilometri. Al di la della specificità del genere musicale, che si rivolge ad una nicchia di pubblico con particolari preferenze, la presenza di spettatori alle edizioni del “Venafro Jazz Meeting” è stata altissima quando i finanziamenti ci sono stati e di conseguenza il cartellone ha presentato musicisti e spettacoli di elevatissimo livello, come testimoniano anche gli apprezzamenti delle riviste di settore. Tolti i finanziamenti, o abbassandoli a cifre ridicole, anche il prodotto presentato è calato qualitativamente e di conseguenza sono calate le presenze. Per quel che riguarda lo svolgimento a pochi chilometri di un’altra manifestazione jazzistica, va detto che la stessa è tenuta nel periodo estivo e quindi per nulla in contrasto con quella venafrana, anche se una collaborazione tra le organizzazioni dei due eventi sarebbe auspicabile.
Ma forse le pubbliche amministrazioni, sempre attente a coltivare i piccoli orticelli elettorali, dovrebbero cogliere anche altri aspetti legati a iniziative come quelle delle rassegne jazzistiche. Bisognerebbe che si sforzassero di percepire che la produzione festivaliera può avere altri obiettivi, pur se non strettamente culturali. Lo sviluppo economico del territorio, anche se legato ad eventi straordinari ed effimeri, l’occupazione nel settore turistico e lo sviluppo dello stesso (se ne parla tanto ma poi si cancellano le poche iniziative), la formazione del pubblico e in fondo - ma si anche quello - la visibilità politica e il consenso, basterebbero da soli a giustificare un sostanziale impegno locale, sia sotto l’aspetto finanziario, sia attraverso la creazione di spazi, sia ancora attraverso la prestazione di servizi. La cultura, il turismo, esigono un diverso trattamento da parte delle istituzioni, e il finanziamento pubblico, in questi casi, permette di offrire dei benefici alla collettività legittimato dai risultati che si vogliono ottenere. Occorre quindi ribaltare anche il concetto che spesso taluni esprimono in questi casi: pagano tutti per il divertimento di pochi. E’ più corretto affermare che pagano tutti per la crescita culturale, per la crescita economica e l’occupazione lavorativa e che quindi a beneficiarne siamo un po’ tutti. Anche Venafro. Anche il Molise.
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